Emergenza occupazione provincia di Enna; Una “Pentola a Pressione” che sta per scoppiare

In provincia di Enna la “pentola a pressione” della tensione sociale pare che stia ormai per scoppiare. Numerose sono le emergenze occupazionali che coinvolgono migliaia di lavoratori. L’ultima in ordine di tempo i 20 dipendenti del Parco Minerario Floristella Grottacalda, che da ieri mattina sono saliti su una torre del sito minerario dismesso a cavallo tra i territori di Enna e Valguarnera, poichè vantano 5 mesi di stipendi arretrati. E così dopo la proclamazione dello stato di agitazione di martedì da parte Uil e Cobas, ieri mattina l’atto estremo. E il paradosso è che pare che il ritardo dei pagamenti non è dovuto a mancanza della liquidità ma da quella della nomina da parte della Regione del commissario che deve dirigere l’ente. Ieri mattina dopo essere stato informato di quanto stava accadendo, pare che l’assessore regionale ai Beni Culturali Purpura abbia comunicato che entro la giornata odierna sarebbe stato nominato il commissario. Ma i lavoratori di scendere non ne vogliono sentire. Ma nel frattempo la tensione continua ad allargarsi nel settore dei rifiuti dove vige il totale caos. Da sabato scorso un gruppo di 6 lavoratori del centro comunale di raccolta di contrada Venova a Enna, sono in sciopero della fame poiché vantano anche loro 5 mesi di stipendi e dormono all’interno dell’impianto. Martedì scorso due di questi sono stati accompagnati da collegi all’ospedale perchè hanno accusato disturbi. Ma ad oggi però sul fronte pagamenti nulla è cambiato e continuano nella protesta. Tra l’altro pare che possano riprendere nuovamente lo sciopero della fame anche il gruppo di 10 dipendenti, anche loro con numerosi stipendi arretrati, che la scorsa settimana aveva iniziato lo sciopero della fame all’interno degli uffici in via Longo e che lo aveva sospeso in base a degli impegni di pagamento di stipendi arretrati presi nei loro confronti dalla direzione di Ennaeuno ma che sono stati sistematicamente disattesi. E ieri mattina invece si sono fermati gli operativi del cantiere di Enna che lamentano il ritardo del pagamento dello stipendio di agosto e che sino al tardo pomeriggio di ieri non si sapeva avessero continuano con la protesta anche oggi. Ma i problemi occupazioni continuano anche in altri comparti come quello della forestale e dei consorzi di Bonifica. Nei primi c’è molta apprensione sull’avvio dell’attività lavorativa in particolare dei circa 700 stagionali settantottisti. Se questi non inizieranno entro il 23 settembre corrono il rischio di non poter completare le giornate entro l’anno in corso. Ma preoccupazione per il completamento delle giornate ci sono anche per i centocinquantunisti e centunisti. E se nella forestale si parla di preoccupazione, di quasi certezza di “bancarotta” è quella che interessa il settore della Bonifica. Indiscrezioni dicono che il Consorzio di Bonifica dalla prossima settimana potrebbe sospendere i propri servizi quasi per “cessazione attività”, visto non solo i dipendenti, circa 300, vantano parecchi mesi di stipendi arretrati, ma l’ente non ha neanche un centesimo in cassa per garantire l’attività. Ed infine anche in un settore da sempre definito quasi una isola felice come quello del trasporto pubblico, i lavoratori del settore iniziano ad essere preoccupati. La città di Enna è sede di due delle maggiori aziende siciliane, vale a dire la Sais Autolinee ed il gruppo Interbus che inseme mettono non meno di 600 dipendenti. Lunedì prossimo è stato indetto uno sciopero regionale perchè la Regione non garantisce i contributi alle aziende che garantiscono i collegamenti in Sicilia. E le ripercussioni sono sempre sui lavoratori visto che si inizia a vociferare di mobilità, cassa integrazione o non rinnovo di contratti a termine.

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