Emergenza Incendi, il parere del presidente nazionale della Fondazione dell’Ordine dei Geologi il valguarnerese Fabio Tortorici

Le migliaia di ettari colpiti dagli incendi di questi ultimi giorni, risultano ora molto più vulnerabili al dissesto idrogeologico, venendo a mancare una continua copertura vegetale. Infatti, dove la flora è più fitta, le precipitazioni meteoriche hanno una ridotta forza di impatto sul suolo, in quanto le foglie smorzano l’energia delle gocce d’acqua, riducendo i fenomeni di erosione superficiale.
Gli apparati radicali delle piante non potranno più assolvere al loro compito di trattenere i terreni ed attenuare gli scivolamenti superficiali, rendendo le aree distrutte dai roghi propense a fenomeni di instabilità, non appena arriveranno le tanto agognate piogge.
Inoltre, la presenza di cenere e la cottura degli strati più superficiali di suolo, lo rendono impermeabile con l’effetto che le acque piovane anziché andare ad alimentare le falde idriche sotterranee, ruscellano rovinosamente in superficie con trasporto di detriti e degrado dei versanti; senza più quella efficace azione antierosiva del manto vegetale, viene anche a mancare l’azione di contenimento e rallentamento dei fenomeni di piena.
Un’Italia divisa in due, alluvioni al Nord ed incendi al Sud, un unico denominatore comune: dissesto idrogeologico imperversante. Nonostante ciò, si parla da anni di geologia e difesa del territorio, a quando i fatti?
Fabio Tortorici
Presidente Centro Studi
Del Consiglio Nazionale dei Geologi

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