Emergenza Coronavirus: Ospedale Umberto I: la carenza di mascherine rischia di fermare le imprese di pulizia

Ospedale: la carenza di mascherine rischia di fermare le imprese di pulizia

L’allarme arriva dalla Puliservice Srl di Enna che gestisce in ATI il servizio di pulizia nel presidio ospedaliero di Enna e al Policlinico di Messina, ma la situazione è grave in tutta la Sicilia. L’assenza di questo presidio, non riguarda solo il personale medico e di sicurezza ma anche l’indotto.

“Sono finite le mascherine e i nostri collaboratori che quotidianamente lavorano negli ospedali, in questi giorni stanno affrontando una vera e propria emergenza sanitaria per l’epidemia di coronavirus e nei prossimi giorni potrebbero decidere di smettere di lavorare”.

Questo è l’allarme che arriva della governance della Puliservice, che in una nota spiega: “C’è tantissima preoccupazione da parte di tutti i nostri operatori delle pulizie e temiamo che nelle prossime ore non verrà più nessuno a lavorare”. Hanno poi spiegato: “Le nostre scorte di mascherine sono finite e abbiamo bisogno che qualcuno ce le fornisca altrimenti il personale non sarà più in condizioni di operare in condizioni di sicurezza per se e per gli altri”.

“I fornitori non hanno più disponibilità di mascherine e stanno convogliando le richieste alle Regioni e alla Protezione Civile, perché chiaramente le priorità le hanno gli ospedali e noi siamo rimasti fuori da questo circuito. Eppure facciamo parte di un contesto che è assolutamente indispensabile, mai come in questo momento, che è quello della sanificazione e della disinfezione degli ospedali”.

“Abbiamo scritto anche alla Regione, alle ASP, alla Protezione Civile e alle Prefetture di Enna e Messina, perché siamo un ingranaggio di un meccanismo che non si può bloccare perché è essenziale. Nessuno al momento ci ha risposto”, continua la nota, “le linee del Ministero della Salute hanno individuato i nostri operatori allo stregua dei medici e degli infermieri per quanto riguarda la necessità di dotarsi di tute e dispositivi di sicurezza. Ma il nostro problema sono le mascherine perché sono quelle che mancano”. In conclusione, “Noi dobbiamo garantire il servizio, e per ora i nostri collaboratori lo stanno facendo con grande responsabilità e con turni massacranti. Ma siamo seriamente preoccupati su quello che potrebbe accadere già nelle prossime ore, se la mancanza di mascherine continua a permane”.

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