Emergenza abitativa: Sunia, Sicet e Unia chiedono che la Regione destini l’1% del bilancio e chiarezza sui fondi realmente disponibili per case popolari.

Emergenza abitativa: Sunia, Sicet e Unia chiedono che la Regione destini
l’1% del bilancio e chiarezza sui fondi realmente disponibili per case
popolari. “Riforma Iacp garantisca decentramento”

Palermo, 31 gen- I sindacati siciliani degli inquilini Sunia, Sicet e
Uniat chiedono che sia destinato all’edilizia popolare l’1% del bilancio
della Regione; che sia fatta inoltre chiarezza sui fondi realmente
disponibili per il settore che, per i sindacati, sono 200 milioni di
provenienza ex Gescal “e non i 19 milioni di cui ha parlato ieri il
presidente della Regione”. In una nota congiunta Sunia, Sicet e Uniat
affermano che “l’emergenza abitativa va affrontata con gesti chiari ed
efficaci da parte della Regione, con un finanziamento stabile e
continuativo che consenta di fare fronte sia alle manutenzioni di 60
mila alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi in stato di degrado
che all’aumento dell’offerta, utilizzando anche edifici pubblici in
disuso”. Le segreterie regionali dei tre sindacati chiedono inoltre al
governo “che si vigili sui tempi di realizzazione di alloggi sociali
utilizzando i 42 milioni di euro del Por, considerando che il decreto
relativi è del maggio scorso e che i programmi presentati dagli Iacp
sono già stati approvati”. Quanto all’annunciata riforma del sistema di
gestione delle case popolari, Sunia, Sicet e Uniat sottolineano “la
necessità che il sistema venga cambiato salvaguardando il
decentramento”, ma anche che “occorra prioritariamente una nuova
normativa sull’utilizzo del patrimonio pubblico che garantisca i diritti
sia degli assegnatari che di coloro che da decenni aspettano
l’assegnazione di una casa popolare. Per questo – rilevano- ben vengano
gli interventi di contrasto all’illegalità nella gestione degli alloggi
popolari”. I sindacati, che sollecitano al governo un incontro sui temi
della loro piattaforma, chiedono anche che “la Regione eserciti un
ruolo per l’accelerazione delle procedure per l’acquisizione del
patrimonio abitativo confiscato alla mafia da destinare all’emergenza
abitativa, anche per potenziare quello che già a Palermo da anni ma
anche a Catania si sta facendo”.

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