Elezioni Liberi consorzi ex Province; ancora un rinvio

A quanti questo pomeriggio hanno assistito al melodramma dell’Ars ,in seduta ordinaria, tutto é apparso chiaro ed offuscato, allo stesso tempo.

L’annunciò era già nei fatti: niente elezioni dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane, fissate, a suo tempo, per il prossimo 29 novembre.

Tutti lo sapevano,politici, burocrati ed alti dirigenti, ma, in assenza di un diktat legislativo, si é proceduto nelle 9 Province siciliane ad istituire uffici elettorali ed approntare l’iter conseguente, con dispendio anche di spese, ovviamente inutili.

Nel pomeriggio l’Ars ha votato il tanto atteso rinvio, con proroga annessa dei commissari straordinari fino al 30 giugno.

Solo questo.
La legge sul riordino delle ex Province tornerà in prima commissione e c’è chi giura che sarà una fotocopia della Delrio.

E dunque ancora attesa, ancora agonia, per gli enti di secondo grado che languono. Senza soldi, senza vertice, senza programmazione.

Ma c’è di più. Il bilancio regionale affoga nel mare della politica romana.Se non arrivano segnali concreti dalla Capitale, la politica siciliana dovrà fare i conti (che non torneranno), con stipendi, precari, servizi e strade franate.

Per non parlare delle ex Province. La norma Delrio prevede l’esubero del 50 per cento dei dipendenti, da spalmare in altri enti.

D’accordo, ma quali?

Nessun deputato all’Ars sa rispondere. Frettolosamente uno di loro, nei corridoi dello splendido palazzo dei Normanni, ci liquida con un “si vedrà’.

Già loro, ovvero chi ci governa, ci ha abituati all’approssimazione, all’ansia, alla desolazione. E tutto il resto è . . . routine che noi, però preferiamo chiamare emergenza.

Fonte: Enna Magazine

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