Editoria, Credito di imposta dal 2018 per la pubblicità

Credito d’imposta per la pubblicità dal 2018
La manovra contiene poi un pacchetto di misure finalizzate a contrastare la crisi dell’editoria.
Tra queste, c’è un credito d’imposta del 75% sugli investimenti pubblicitari incrementali. Dal 2018, le imprese che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.
Non è chiaro al momento se il credito d’imposta si applichi anche agli investimenti effettuati sulle campagne pubblicitarie online. Probabilmente la questione sarà chiarita nel Decreto del Presidente del Consiglio che, entro 120 giorni, definirà le ulteriori modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta, stabilendo anche eventuali limiti complessivi di spesa che potranno rientrare negli sgravi.
Altre misure a favore del sistema editoriale riguardano l’aumento di 50 milioni (così da arrivare a quota 125 milioni) della somma destinata al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, la liberalizzazione delle edicole e fondi per il prepensionamenti dei giornalisti in caso di ristrutturazioni o crisi aziendali.
“Le misure approvate oggi dal Parlamento sugli incentivi per la pubblicità incrementale sulla stampa, sulla liberalizzazione della rete di vendita dei giornali e sui prepensionamenti dei giornalisti attuano i contenuti della legge sull’editoria e vanno nella giusta direzione”, ha commentato Maurizio Costa, presidente della Federazione Italiana Editori Giornali.

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