Economia, la provincia di Enna tra le prime in Italia per numero di imprenditori Under 35

La crisi c’è e morde ancora forte. Ma in provincia di Enna i giovani hanno voglia di reagire. Si possono commentare in questo modo i dati relativi al 2015 sul numero di imprese con a capo un Under 35 e dicono che la provincia di Enna in percentuale è la seconda in Sicilia e la settima in assoluto in tutta Italia. Alla fine del 2015 infatti secondo i dati forniti da Uniocamere secondo fonti Infocamere – Movimprese le imprese iscritte alla Camera di commercio con a capo un under 35 erano 2203 rappresentando il 14,9 per cento delle poco meno di 15 mila complessive iscritte al registro camerale. In percentuale il dato è di quasi 5 punti superiore alla media nazionale ed il 3,3 per cento di quella regionale. Un dato che sicuramente va in controtendenza con le notizie che invece arrivano quotidianamente e che dicono che la provincia di Enna in assoluto è tra quelle con maggiori problemi da un punto di vista occupazionale. Ma invece secondo questi dati ci sono non meno 2203 giovani che hanno deciso di cimentarsi nel mondo dell’impresa e magari, anche se la maggior parte di queste sono imprese individuali, riescono anche a dare lavoro ad altre persone. Quindi un territorio che a dispetto dei suoi problemi anche di natura infrastrutturale, con coraggio vuole cimentarsi nel mondo dell’impresa. Tante le strade che i giovani vogliono percorrere, dalle misure dei fondi strutturali del Psr riservati ai giovani che vogliono cimentarsi nell’imprenditoria agricola, alle opportunità di autoimprenditorialità ed autoimpresa previsti dal progetto Garanzia Giovani, dalle iniziative a favore delle Sturt Up innovative ai primi “embrioni” di incubatori di idee, coworrking. Basta prendere esempio da quello che accade a poche decine di chilometri dalla provincia di Enna. Favara per tutti con la nascita del Farm Cultural Parck ne è l’esempio più tangibile. Ma questa vitalità però deve essere “governata” e protetta. In particolare si devono trovare delle “salvaguardie” per tutte le imprese in particolare nella loro prima fase di start up che è quella più delicata. E in questo motivo c’è la necessità che tutti gli enti preposti, dalle istituzioni pubbliche, alle associazioni di categoria, ai sindacati facciano la loro parte. Ed è indubbio che un ruolo determinante lo possa svolgere anche l’università da sempre avamposto di innovazione e ricerca. L’analisi nazionale per settori mostra come i giovani imprenditori abbiano scelto nel 2015 soprattutto il commercio e le costruzioni, la ristorazione e l’agricoltura. Un contributo rilevante alla forte crescita di imprese giovanili è venuto dalle donne e dai cittadini immigrati. Nel 2015 una nuova impresa su tre under 35 è “rosa”. Per quanto riguarda invece i dati delle altre province siciliane, detto di Palermo al primo posto con il 15,2, seconda Enna, 14,9. A seguire Agrigento e Catania 13,8, Caltanissetta 13,4, Ragusa 12,7, Messina 12,6, Siracusa 12,1 e infine Trapani 11,8.

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