Dove mangiare bene in Sicilia, ecco la guida

I migliori luoghi dove mangiare in Sicilia tra ristoranti, trattorie e pizzerie. Centosessantacinque locali sparsi per le nove province dell’Isola. È pronta la nuova Guida ai Ristoranti e alle Pizzerie di Sicilia 2015/2016 pubblicata dal Giornale di Sicilia. 

La guida sarà in vendita in tutte le edicole dal 24 luglio al prezzo di cinque euro (più il prezzo del quotidiano). Per il terzo anno consecutivo saranno date indicazioni e suggerimenti a chi mangia fuori casa segnalando le eccellenze, le new entry, i locali che hanno le migliori offerte del vino e quelli della Grande Convenienza dove mangiar bene senza spendere tanto.

Anche quest’anno c’è un podio per premiare alcuni chef e ristoratori in alcune di queste categorie. Eccoli. Il miglior Nuovo Talento è Giuseppe Causarano della Locanda Gulfi a Chiaramonte Gulfi, il locale annesso all’omonima cantina dell’imprenditore Vito Catania, un luogo che suggella piatti gourmet succulenti e vini buonissimi.


(Giuseppe Causarano)

Il premio Grande Convenienza va alla trattoria Diegolina della famiglia Pellegrino a Guarrato, una frazione di Trapani, un posto dove mangiare piatti di terra e della memoria senza svenarsi con un’attenzione rara alle pietanze ottenute dal quinto quarto.


(Lina e Diego Pellegrino)

La Migliore offerta del Vino è quella del Signum, l’hotel-ristorante di Malfa, a Salina, la cui giovane chef Martina Caruso è già stata premiata come Nuovo Talento due anni fa. Per noi la possibilità di bere bene al Signum vale il viaggio. Per ricchezza delle etichette e dei terroir del vino. E per un servizio attento e professionale. Tra cibo e vino un posto imperdibile.


(Francesco Previtera, Luca Caruso e Martina Caruso)

Tra le novità di quest’anno, anche l’inserimento delle pizzerie recensite al fianco di ristoranti e trattorie. Dieci, quindici anni fa una cosa del genere sarebbe stata impensabile. Oggi invece il quadro è cambiato, complice da un lato la voglia di offrire un approccio più consapevole e maturo ai consumatori e dall’altro la contrazione delle spese per mangiare fuori casa che ha messo in crisi la ristorazione nelle sue forme più tradizionali. Ed allora ecco la decisione di dedicare un quarto del nostro spazio annuale dedicato ai ristoranti anche alle pizzerie. Lo schema è quello di sempre, e cioè di indicare uso delle materie prime, condimenti, durata delle lievitazioni ma anche l’offerta delle bevande e il servizio e, laddove sia utile, anche una minima descrizione del locale. Con la consapevolezza che oggi andare in pizzeria sta diventando sempre più un’esperienza sensoriale da non trascurare.

Purtuttavia il focus centrale di questa guida resta riservato ai ristoranti e alle trattorie. Qualche segno di dinamismo qui e là, molte conferme, nuovi format come quello dell’enoteca o della macelleria con cucina che prendono sempre più piede. Una trasformazione è in corso.

Fonte: Cronache di Gusto

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