Don Luigi Ciotti di Libera a Enna “In questa città ho trovato le stelle”

“E’ nei momenti più bui che si vedono il maggior numero di stelle. Ed oggi a Enna io ho trovato le stelle”. E’ con questa frase ripresa da Martin Luther King che Don Luigi Ciotti presidente di Libera contro le Mafie si è congedato alcune ore fa, da una sala Cerere gremita in ogni ordine di posto, per la prima parte della sua giornata a Enna che prevede sempre stasera l’inaugurazione del presidio ennese dell’associazione, intitolato alla niscemese Patrizia Scifo vittima della mafia nel 1983 per mano del marito, presso il Centro Atlantis della Cgil, in via Civiltà del lavoro a Enna bassa e che avrà come presidente la giovane ennese Margherita Lazzara, protagonista dal primo giorno dell’arrivo di Libera nel capoluogo. E per l’arrivo di questa straordinaria persona che negli ultimi 25 anni ha dato un pesante “scossone”, alla società civile italiana combattendo in prima linea la mafia, la città di Enna si è veramente vestita a festa. Ad accoglierlo alla sala Cerere tanti giovani di numerose associazioni locali che hanno aderito alla Rete Libera come quelli della 360 di Don Giuseppe Rugolo, al Gruppo Agesci degli Scout, ma anche l’Avis, il Liceo Colajanni, la Cgil, Terra Matta, che tra l’altro sempre stasera nella sede di Libera, inaugurerà la “Botte della Memoria”, una vera botte dove saranno collocati dei libri che parlano di legalità e di lotta alla mafia che potranno essere condivisi. Ma sono tante altre che sono già in procinto di farne parte. Prima dell’intervento di Don Ciotti, gli interventi moderati da Giacinto Milazzo di Libera Sicilia, del sindaco di Enna Maurizio Dipietro, la vice prefetto Michela La Iacona, il Procuratore della Repubblica Massimo Palmeri del professore Enrico Cuccodoro del Centro Studi Sandro Pertini, del vice Parroco del Duomo Don Giuseppe Rugolo, del segretario generale Cgil Sicilia Michele Pagliaro. Tutti hanno plaudito all’arrivo anche a Enna di Libera che di fatto rappresenta un altro importante presidio di Legalità. Dopodichè Vittorio Avveduto referente provinciale di Libera ha rapidamente raccontato su come questa associazione è arrivata a Enna. Ed infine prima dell’intervento di Don Ciotti, la lettura di una lettera molto toccante letta da Giacinto Milazzo, scritta da Monica Scfifo figlia di Patrizia che è intervenuta immediatamente dopo la lettura e che ha ringraziato Libera per quanto da sempre fa per ricordare la memoria di sua madre in ultimo quello dell’intitolazione alla sua memoria della sede di Enna. Infine la platea è stata tutta per lui per questa persona straordinaria, sicuramente per alcuni fastidiosa ed ingombrante, ma che però mantiene la carica e l’energia di un ragazzino. Don Ciotti nel suo discorso parla sempre di legalità ma senza mai esagerare del suo significato. Anzi dice che molto spesso c’è stata gente che del significato di questa parola ne ha fatto abuso mentre invece si deve portare avanti il concetto di città legale intesa come comunità. Per Don Ciotti è fondamentale il valore educativo verso le nuove generazioni e non solo quello che viene dalla scuola. In una società dove si deve fare rete ognuno delle componenti può dare un contributo importante all’educazione delle nuove generazioni. E’ importante sapere educare proprio in questo momento dove ad esempio quello che prevale è una comunicazione verbale violenta che se non “depurata” potrebbe fare correre il rischio che possa andare oltre. Ci vogliono insomma buoni propositi e buoni comportamenti ma sempre nel rispetto del “vangelo laico” per eccellenza vale a dire la Costituzione e quindi seguendo i suoi principi fondanti come la lotta alle ingiustizie sociali, al Fascismo, al Razzismo. Le ingiustizie si combattono dando libertà e dignità alle persone. Don Ciotti ha chiuso il suo intervento ricordando i quattro punti fondamentali citati dalla Commissione Parlamentare Antimafia, su cui la nuova mafia si sta organizzando, vale a dire: programmazione più raffinata della propria organizzazione, profili organizzativi sempre più flessibili, una più accentuata vocazione imprenditoriale, e potenziamento delle relazioni e complicità con quella cosiddetta “area grigia”, su cui confluiscono tanti interessi tra cui anche quelli della massoneria. Al termine dell’intervento il trasferimento a Enna bassa dove la serata sta continuando.

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