Dissesto idrogeologico e rischi, Musumeci (Ugl): “Sicilia in emergenza, serve un commissario con pieni poteri

Dissesto idrogeologico e rischi, Musumeci (Ugl): “Sicilia in emergenza, serve un commissario con pieni poteri. Riqualificazione di cittadinanza, la chiave per una svolta occupazionale.”

“La tragedia di Casteldaccia è solo la punta dell’iceberg di ciò che è accaduto in questi anni in Sicilia a causa del mancato controllo e messa in sicurezza del territorio. Tante vite spezzate non solo per colpa di quel cambiamento climatico, che negli ultimi anni ha contribuito ad innescare fenomeni metereologici sempre più violenti, ma soprattutto a causa della dilagante incuria nella gestione delle nostre città. E’ la denuncia del segretario generale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, che evidenzia lo stato di indifferenza in cui è stata relegata la regione a ogni livello chiedendo misure shock per l’isola. “Siamo in piena emergenza ed occorre urgentemente un commissariamento straordinario, tale da consentire la ricostruzione dell’isola ed affrancarla dalle sue incompiute, dai suoi abusivismi, dal suo gap infrastrutturale, dalla totale mancanza di rispetto delle regole. Non si può continuare a morire a causa della pioggia, perché vi è inerzia legislativa e amministrativa, in una terra dove al contrario ricostruire potrebbe essere la chiave di volta per quell’incremento occupazionale che la popolazione reclama. Lavoro vero e non assistenzialismo di cittadinanza, leggi più snelle, categoriche e chiare, task force di professionisti per la spesa dei fondi europei, velocizzazione nell’espletamento delle gare d’appalto. I parlamentari nazionali e regionali devono fare la loro parte, pretendendo l’avvio di una nuova stagione per la Sicilia dove non dovranno più esserci ritardi o omissioni nella gestione dei progetti, delle somme a disposizione, dei soldi che l’Europa invia, laddove una legge non può essere un ostacolo bensì uno strumento categorico per lo sviluppo, dove il territorio e l’ambiente non devono essere più vandalizzati e violentati, ma tutelati e valorizzati. Questo significa lavoro e in una regione, come la Sicilia, dove la disoccupazione è al 23,1% investire sulla salvaguardia e recupero dell’esistente, sulla creazione di nuove infrastrutture e non sul mantenimento di cantieri decennali, significa capitalizzare le risorse per garantire respiro e dignità anche a migliaia di siciliani in un momento in cui il settore delle costruzioni, l’artigianato e l’industria sono in profonda crisi. L’auspicio è che anche l’Europa prenda posizione sulla questione, fornendo un aiuto concreto e chiedendo al governo nazionale un impegno fatto di tempi e modi certi per risanare la Sicilia, ed attivare anche quelle azioni culturali indispensabili ad alimentare la cultura della prevenzione. Non possiamo che apprezzare, intanto, l’azione intrapresa dal governo regionale per il monitoraggio e l’avvio di opere pubbliche necessarie per riportare alla normalità una Regione che era destinata all’oblio. E’ chiaro – conclude il sindacalista – che in assenza di un cambiamento radicale, sommato ad una ulteriore mancanza di paura mista a totale disinteresse, il pericolo di dover contare altri morti è sempre più reale. A quel punto soltanto la netta visione del baratro, probabilmente, potrebbe cambiare il corso delle cose.”

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