Disabili, la protesta dell’Anffas contro il disinteresse delle istituzioni

Si è svolta nella mattinata di oggiAggiungi un appuntamento per oggi, nella sede del moderno centro medico-riabilitativo dell’Anffas Catania, la conferenza stampa regionale indetta da Anffas Onlus Sicilia, Associazione Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, che è parte integrante della struttura unitaria Anffas Onlus Nazionale e conta in Sicilia ben 15 associazioni locali dislocate sull’intero territorio regionale.

Presenti soci Anffas da tutta la Sicilia, e rappresentanti di altre importanti associazioni del settore, hanno preso la parola Giuseppe Giardina, presidente Anffas Sicilia, Maurizio Nicosia, vice presidente Anffas Sicilia, Cristina D’Antrassi, presidente Anffas Catania, Salvina Cilia, presidente Anffas Ragusa e Pro Diritti H, Giuseppe Bellomo, presidente di “Autismo Oltre”, Sebastiano Pomona, vice presidente di “Autismo Oltre”, Aida Fazio Russo, presidente Associazione Italiana Persone Down sez.Catania, ed il dott. Riccardo Spampinato, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale “Odontoiatria Speciale Riabilitativa nel Paziente Disabile” all’ospedale Ferrarotto di Catania.

Negli interventi è stata evidenziata la difficoltà di relazione dell’Anffas come di altre associazioni del settore con le istituzioni pubbliche, soprattutto con la Regione Siciliana, toccando molti temi su cui vengono denunciati inadempienze e ritardi: tra questi buono socio-sanitario, presa in carico, fondo non autosufficienza, prestazioni sociali agevolate, fondo regionale per l’occupazione, servizi e sostegni scolastici (sui quali gravano anche gli interrogativi correlati all’abolizione delle provincie).

Unanimi gli appelli all’unità di intenti e di azione: «questo di oggiAggiungi un appuntamento per oggi è un treno che parte», ha affermato Nicosia dell’Anffas Caltanissetta, a cui ha fatto eco Bellomo di Autismo Oltre: «le associazioni divise fanno il gioco della cattiva politica, è bene il confronto ma serve l’unitarietà, non facciamo come i capponi di Renzo». Altrettanto forte è l’analogo appello di Aida Fazio Russo (Aipd Catania), «è fondamentale stare insieme», invitando ad evitare disgregazioni. «Usciamo allo scoperto, coinvolgiamo anche i nostri ragazzi», ha aggiunto a tal proposito Cristina D’Antrassi (Anffas Catania), e dai familiari presenti in sala è giunto unanime il consenso e la gratitudine per i servizi resi dall’Anffas a Catania come in tutta la Sicilia.

Dal dott. Spampinato è giunta una lucida e tagliente disamina della sanità siciliana, auspicando che, a fronte della dismissione del Ferrarotto, il San Luigi possa ospitare la divisione di cui è responsabile e sul cui operato di sono espressi con elevato gradimento i familiari degli utenti, presenti alla conferenza stampa.

E proprio sul San Luigi si era precedentemente espresso Giuseppe Bellomo, esprimendo il desiderio che possa diventare «l’ospedale dell’accoglienza per tutte le esigenze dei disabili».

Le associazioni presenti, ed altre di cui si attende l’adesione, lavoreranno alla preparazione di un documento unitario che verrà presentato a Palermo nel prossimo settembre.

Al termine della conferenza stampa, un rapido scambio con Antonella Di Blasi, consigliere regionale Anffas Sicilia.
D. Il welfare sta cambiando: non si programma più sui bisogni, ma sulle risorse esistenti. Si può invertire questa direzione?

R. «È certamente diretto verso queste direzioni l’art. 14 della L.328/2000 (Progetti individuali per le persone disabili). Legge rivoluzionaria e, forse proprio per questo, non è sostenuta da una naturale ”diffusione” tra Cittadini, Enti Pubblici, Giuristi che ne permettano una matura e spontanea applicazione. A partire dall’istanza rivolta al Sindaco del proprio Comune di residenza, il singolo cittadino con disabilità ha diritto ad una “Presa in carico” volta a predisporre un progetto calibrato, personalizzato, individualizzato che individua tutte le esigenze (sanitarie, sociali, scolastiche, lavorative, etc…) in base alle condizioni di vita (personale, patrimoniale, familiare, di salute..). Dall’analisi del Progetto di Vita, ne scaturisce una oculata programmazione di servizi rispondenti alle vere esigenze, valido contrasto agli sprechi di risorse umane ed economiche».

D. Cosa si deve fare se la Pubblica Amministrazione non predispone il Progetto?

R. «Per tutti coloro che non sanno cosa fare, ma hanno tanto bisogno di aiuto e di sostegno, può essere utile organizzare dei momenti formativi/informativi curati da Anffas Sicilia».

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