Diga Olivo, notevole incremento di acqua all’interno dell’invaso

Per il comparto agricolo ennese in particolare quello orticolo intensivo che interessa la zona sud della provincia arrivano notizie confortanti per l’inizio della stagione irrigua. Infatti l’acqua all’interno dell’invaso Olivo di proprietà del dipartimento regionale delle Acque, nei pressi di Barrafranca e che alimenta il comprensorio Braemi, circa 300 ettari di terreno a forte vocazione orticola intensiva, di competenza del Consorzio di Bonifica, è aumentata in modo considerevole. Alla data di ieri i volume d’acqua all’interno della diga è di poco più di di 3 milioni e 300 mila metri cubi. Tutto ciò grazie alla forti precipitazioni sia di acqua che nevose delle scorse settimane. In pratica nel giro di poco più di 40 giorni il volume d’acqua all’interno della diga è raddoppiato e nell’arco dell’ultima settimana è aumentato di quasi 1 milione e 300 mila metri cubi. Tanto per fare capire meglio dallo scorso 10 gennaio a ieri l’altezza del livello dell’acqua all’interno della diga è aumentato di quasi 4 metri e mezzo. Tutto ciò significa che in teoria c’è già la disponibilità di quasi un milione 3 300 mila metri cubi da poter utilizzare per l’irrigazione che dovrebbe iniziare ad aprile, di competenza del Consorzio di Bonifica, visto che la soglia minima di acqua all’interno della diga per motivi di sicurezza deve essere di non meno di 2 milioni di metri cubi. Ma considerando le previsioni del tempo delle prossime settimane e che preannunciano copiose precipitazioni è molto probabile che il volume d’acqua aumenterà ancora in modo considerevole. Per essere sicuri di poter affrontare una stagione irrigua decente da aprile a ottobre all’interno della diga devono esserci non meno di 4,5 milioni di metri cubi d’acqua poiché circa 1 milione e 500 mila metri cubi servono per l’irrigazione. Ma c’è da considerare anche l’effetto dell’evaporazione nei mesi estivi e quella che si perde per vari motivi “tecnici”, anche se però per quest’ultimo problema i tecnici del Consorzio stanno lavorando per ridurre al massimo le perdite e anche recuperare l’acqua di sorgenti che in questo momento si perde inutilmente a valle mentre invece potrebbe essere immessa all’interno dell’invaso. Inoltre sono in fase di studio anche altre soluzioni per poter prelevare l’acqua dal pelo del livello lacustre anziché in profondità in modo da evitare il prelievo anche di fango che poi provoca l’otturamento delle condotte.

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