DICHIARAZIONE DI RINO PISCITELLO, COORDINATORE DI UNIONE DEI SICILIANI:

DICHIARAZIONE DI RINO PISCITELLO, COORDINATORE DI UNIONE DEI SICILIANI:

ATTACCO CENTRALISTA DEL M5S ALLA PROPOSTA DI UNIONE DEI SICILIANI DI UN
REFERENDUM CONSULTIVO PER INSERIRE L’INSULARITÀ NELLO STATUTO

SU QUESTA VICENDA CANCELLERI E I GRILLINI DIMOSTRANO UN’IGNORANZA
DISARMANTE E SI PONGONO INOLTRE A FIANCO DEI NEMICI DELLA SICILIA CHE
VORREBBERO ELIMINARE O SVALUTARE L’AUTONOMIA SPECIALE.

PALERMO, 23 GENNAIO 2018 –
“Che il M5S si schieri contro un referendum, ossia contro la possibilità
di far esprimere i cittadini, è già una novità. Che poi lo faccia nei
confronti della proposta di UNIONE DEI SICILIANI di indire un Referendum
Consultivo in Sicilia per chiedere l’inserimento nello Statuto della
Regione del riconoscimento degli svantaggi riguardanti la condizione di
insularità per la Sicilia, è davvero clamoroso, considerato che la
contrarietà è stata espressa finora soltanto dai centralisti nemici
della nostra autonomia, dei quali da adesso fa ufficialmente parte anche
il M5S.” Lo ha dichiarato Rino Piscitello, coordinatore dell’UNIONE DEI
SICILIANI, in risposta a una nota del gruppo parlamentare del M5S
dell’ARS.
“Ma soprattutto – ha proseguito Piscitello – la posizione espressa dal
gruppo parlamentare grillino dell’ARS e dal suo capo onorevole
Cancelleri è sintomo di un’ignoranza che davvero la nostra isola non
merita di trovare nei propri rappresentanti. Nel loro comunicato,
infatti, si sostiene che, in alternativa alla richiesta di inserire la
condizione di insularità nel nostro Statuto, occorre (citazione
testuale) “sollecitare il Governo nazionale ad applicare la risoluzione
del Parlamento Ue che riconosce le condizioni di insularità anche alla
Sicilia e alla Sardegna, approvata a febbraio 2016”. Proposta senza
senso in quanto una Risoluzione del Parlamento Europeo, come sanno anche
gli studenti di primo anno di Giurisprudenza, ha il valore di
raccomandazione e non può essere quindi applicata finché le proposte in
essa contenute non vengano approvate dagli organi decisionali dell’UE,
quali il Consiglio e la Commissione. L’inserimento in Statuto renderebbe
invece il riconoscimento della condizione di insularità un obbligo
costituzionale.
“Non conoscere il funzionamento delle istituzioni europee e di
conseguenza di quelle italiane è il più grave dei difetti che si possa
riscontrare in un esponente politico. Vada a studiare l’onorevole
Cancelleri, portando con sé i rappresentanti del suo gruppo, – ha
concluso Piscitello – e solo dopo prenda posizione sulle proposte di
chi, prima di parlare, pensa e studia.”

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