Dal vescovo Gisana cresima e prima comunione a due ragazzi diversamente abili: “Vi chiedo perdono per chi vi ha rifiutati in passato”

Ha chiesto scusa per i rifiuti subiti in passato da parte di rappresentanti del clero e ha ringraziato volontari, ragazzi e famiglie per l’esperienza alla quale è stato invitato a partecipare. Il vescovo Rosario Gisana ha stravolto tutti gli schemi nella cerimonia che qualche giorno fa ha celebrato nei locali della cooperativa sociale La Contea di Enna, impartendo la prima comunione e la cresima a due ragazzi diversamente abili ai quali i sacramenti era stati sempre rifiutati “perché ritenuti incapaci di comprenderli”, come hanno spiegato le loro famiglie.
Una festa che ha toccato il cuore delle decine di persone accorte e che ha contribuito a creare forti legami tra volontari e ragazzi, come ha dimostrato la storia di un operatore invitato a fare da padrino alla cresima di uno dei due festeggiati: “Il nostro amico ha accettato il ruolo di padrino con immensa gratitudine – hanno raccontato i referenti de La Contea Vanessa Mancuso e Flavio Giaimo – ma c’era un piccolo problema, non era cresimato”. Un ostacolo presto superato, visto che il vescovo Gisana ha impartito la cresima prima al volontario e poi agli altri due. “Quello che ci ha colpito è sentire il vescovo ringraziare noi per averlo invitato a presiedere questa liturgia – ha confidato Alessandra, una delle mamme dei ragazzi del gruppo – ci ha lasciati a bocca aperta, perché dovevamo essere noi a dirgli grazie”.
Alla cerimonia hanno voluto essere presenti anche un gruppo di tirocinanti universitari che hanno animato la messa con canti, e i giovani del gruppo della parrocchia Mater Ecclesiae che collabora con la cooperativa.
Forti di questa esperienza, altre sette famiglie di ragazzi diversamente abili che vengono qui assistiti hanno chiesto al vescovo la cresima per i loro figli. Si sta ora organizzando una nuova cerimonia prevista per fine mese.
Ma. Va.
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