Da quest’anno maggiorenni la Generazione Z e Marketing

GENERAZIONE Z E MARKETING
di Alice Garofalo
Da quest’anno saranno maggiorenni; sono stati definiti la Generazione Z, i figli degli smartphone, dei social network e delle tecnologie avanzate. I nati dal 2000 sono, in altre parole, il futuro.
Il mondo va a vanti, si evolve velocemente e ciò che è sempre più difficile è stargli dietro e a farlo con grande abilità sono i nati dopo il 2000, che oltre alla grande qualità del multitaksing e la capacità nel gestire le informazioni, sono diventati anche più autonomi, iperconnessi e multimediali.
Il loro modo di vivere è differente dalle altre generazioni; sono nati in un mondo in cui tutto è più veloce e facilmente accessibile e quindi cambiano i loro consumi, il loro modo di approcciarsi agli eventi, ciò da cui sono attratti.
Questa scena che viene tanto criticata dalle generazioni passate con frasi quali “si stava meglio quando si stava peggio”, dovrebbe piuttosto essere analizzata e sfruttata dai commercianti; se infatti la generazione Z consuma determinati prodotti, si fa persuadere da un certo tipo di pubblicità e utilizza specifici canali di comunicazione, allora è proprio su questi indicatori che si deve puntare.
Quindi, piuttosto che investire il proprio denaro in pannelli pubblicitari o in annunci di vendita nei giornali sarebbe più utile promuovere le proprie spese attraverso social network, con foto e video sempre più dominanti e con contenuti scritti sempre più incisivi e brevi. Questi soggetti economici sono i nuovi consumatori e la nuova concorrenza. Se infatti i Millennium soffrono il trauma della crisi economica e portano avanti l’effetto boomerang, ossia il “ritorno a casa”, la Generazione Z sfrutta le nuove tecnologie per inventare nuovi lavori e modernizzare quelli “vecchi”, non teme di spendere il proprio denaro ma sa bene verso dove indirizzarlo; occorre allora farsi furbi proprio come loro e, piuttosto che ostinarsi a voler insegnare a questi giovani il “come si fa”, si potrebbe iniziare a imparare da loro.
Diceva Confucio che il Saggio è chi impara dai giovani. Se le generazioni passate fossero un po’ più sagge e meno “esperienti”, probabilmente le cose andrebbero meglio.

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