Custodia domestica di armi da fuoco: basta non contravvenire alle norme di sicurezza

 

Custodia domestica di armi da fuoco: basta non contravvenire alle norme di sicurezza

È argomento dibattuto: qual è la modalità corretta di detenzione di un’arma in casa? Chi è proprietario di porto d’armi semplice non è autorizzato a portare l’arma durante i suoi spostamenti ma solo a condurla dal negozio alla propria dimora. Egli è proprietario e quindi responsabile ed è tenuto a rispettare le dovute precauzioni. Ma come si traducono in legge queste precauzioni?

Detenere un’arma in casa a norma di legge

Al soggetto che detiene un’arma da fuoco in casa, con possesso di regolare porto d’armi, viene richiesto di rispettare con estrema diligenza l’interesse della sicurezza pubblica. Sembra una definizione piuttosto fumosa eppure è tratta dall’articolo 20 della legge 110 del 1975, ovvero la legge sulle norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni, degli esplosivi.

Quindi da questa traccia si desume che la corretta modalità di detenzione prevede il solo buon senso, un criterio però non esente da soggettivazioni che possono risultare devianti. Per questo ci si rifà ad alcune sentenze dei giudici della cassazione che hanno meglio specificato, valutando alcuni casi reali, quali sono le norme da rispettare. In particolare facciamo riferimento alla sentenza numero 13570 del 20 marzo 2017: un uomo era ricorso in cassazione dopo esser stato ritenuto colpevole di aver detenuto la sua arma da fuoco in casa in maniera impropria.

Il soggetto ricorreva asserendo che questa fosse la locazione dell’arma: pistola scarica sotto il materasso, caricatore in una cassapanca e colpi in un cassetto, il tutto in tre stanze diverse. In più l’uomo viveva da solo e in un’abitazione isolata rispetto agli altri caseggiati. Alla luce di tutto questo la Cassazione ha ritenuto che l’uomo avesse adempito al criterio di messa in sicurezza dell’arma.

Secondo questa e altre sentenze della Cassazione, in casi analoghi, si deduce che l’arma debba almeno essere nascosta alla vista e alla portata dei più, scarica ma non per forza smontata. In più non è necessario tenere nascosto agli altri abitanti della casa il possesso della stessa, ma l’arma deve essere tenuta fuori dalla portata di minori e persone totalmente incapaci nell’uso.

Detenere più di un’arma in casa

Con un regolare porto d’armi si può detenere più di un’arma in casa, in alcuni casi l’ingombro di avere più armi, magari a cannalunga, non renderebbe possibile una corretta e sicura detenzione. In questi casi la soluzione più efficace si è rivelata l’acquisto di un armadio blindato portafucile, un mobile sicuro che permette di tenere le armi in casa propria con una certa comodità. Sul mercato se ne trovano diversi tipo, con rastrelliere adattabili e tesoretto per le munizioni. La sicurezza in questo caso è regina visto che questi armadi sono ignifughi, in acciaio e sono spesso caratterizzati da complessi sistemi di apertura.

Il porto d’armi in Italia

In Italia circolano circa 12 milioni di armi da sparo a fronte di 1 milione e 370 mila titolari di regolare porto d’armi, queste le stime del Ministero degli Interni. I titolari vanno aumentando, nell’ultimo anno si è registrato un picco nei richiedenti del permesso per uso sportivo, circa 100 mila in più.

Il nostro paese resta uno tra quelli con la giurisprudenza più ostica riguardo al tema. Chi fa richiesta di porto d’armi dovrà infatti:

  • Consegnare una doppia valutazione sanitaria tra medico di base e psicologo ASL.
  • Passare una verifica dell’autorità di pubblica sicurezza.
  • Frequentare un corso presso un poligono dell’Unione italiana tiro a segno nazionale Coni.
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