Cromosoma Sicilia TeatroFestival la scena contemporanea si racconta Grande successo per la prima edizione Enna si anima tra teatro, danza e letteratura

Cromosoma Sicilia TeatroFestival

la scena contemporanea si racconta

Grande successo per la prima edizione

Enna si anima tra teatro, danza e letteratura

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Enna, 21 novembre 2018. Un piccolo festival nel cuore della Sicilia ma con una grande ambizione: fare rete tra le realtà di teatro della scena contemporanea e animare un dibattito culturale che guardi al futuro dell’Isola.

Si è conclusa con un gran successo di pubblico, la prima edizione del “Cromosoma Sicilia TeatroFestival”, manifestazione culturale ideata dalla Compagnia dell’Arpa e dalla Rete Latitudini – rete siciliana di drammaturgia contemporanea – e inserita all’interno della stagione teatrale del Teatro Garibaldi di Enna, con la direzione artistica di Mario Incudine. Tra i promotori del festival, l’ERSU di Enna, l’Università Kore e l’associazione nazionale Critici di Teatro, con il patrocinio del Comune di Enna e dell’assessorato al Turismo della Regione Sicilia.

Sono state cinque giornate ricche di spettacoli, incontri e laboratori dedicate al teatro e alla scrittura di autori e realtà siciliani. Si è raccontata, così, in una grande festa tra attori, registi e scrittori la scena contemporanea del teatro e della letteratura in Sicilia.

Ventisette artisti, da Mimmo Cuticchio a Davide Enia, Lina Prosa, Filippo Luna, Rosario Palazzolo, Paride Benassai e Vincenzo Pirrotta, assieme a scrittori che hanno indagato i temi della migrazione e della memoria, tra cui Davide Camarrone e Roberto Alajmo, ospiti dell’ultima giornata.

Il festival “Cromosoma” è stato un festival diffuso, capace di abbracciare anche i nuovi spazi di aggregazione gestiti dalle associazioni culturali di Enna. Quattro, i luoghi della città coinvolti: la Galleria Civica – Spazio Per Enna, di piazza Scelfo, il caffè letterario Alkenisa (via Roma, 481) e il Laboratorio Click dell’Università Kore di Enna, con le conversazioni d’autore, e ancora l’auditorium dell’Istituto Napoleone Colajanni di Enna Bassa, con la presentazione di “Tempesta”, ultimo romanzo del giornalista Rai Davide Camarrone.

Ad aprire il festival è stata la drammaturga Lina Prosa. Nella prima giornata, ’anteprima di “Didon Now”, testo di Lina Prosa, diretto da Andrea Saitta, con letture di Elisa Di Dio e Giorgio Cannata. A seguire la presentazione dell’ultima raccolta di testi teatrali di Lina Prosa, “Miti senza dèi. Teatro senza dio” (Editoria&Spettacolo) con aperitivo nel foyer del teatro. Conclude la prima giornata, lo spettacolo di danza “I-sola” del collettivo Sicilymade, con coreografie di Simona Miraglia, alle 20,30 (ingresso gratuito).

«Festival come questo sono occasioni importanti per dare forza al teatro – dice Simona Miraglia – il teatro è sempre un’esperienza e come tale va vissuta. Stimola la partecipazione e la condivisione che ritorna anche a noi artisti».

Attori e scrittori i si sono confrontati con il pubblico, con conversazioni d’autore per parlare di teatro, letteratura orale, pratiche di scrittura e di teatro. Domenica, alla Galleria Civica – Spazio Per Enna, l’incontro “Parole e naufragi” con Beatrice Monroy, Lina Prosa e Sabrina Petyx: un incontro al femminile per fare il punto sulla drammaturgia contemporanea; lunedì 19, alle 17, sempre in Galleria, è stato dato spazio alle riflessioni sul cunto popolare, con la tavola rotonda sulle “Nuove prospettive di cunto” con Gaspare Balsamo, Paride Benassai, Davide Enia, Mario Incudine, Vincenzo Pirrotta e l’incontro con Giovanna Taviani e Dario Tomasello, dell’Università di Messina. All’interno del festival e della stagione teatrale del Teatro Garibaldi, lo spettacolo “A singolar tenzone” di e con Mimmo Cuticchio.

Chiudono gli incontri d’autore, Davide Camarrone con “Tempesta” (Corrimano) e Roberto Alajmo con il suo ultimo libro autobiografico “L’estate del ‘78” (Sellerio) presentato da Mario Incudine e Rosario Palazzolo.

«Cromosoma vuole essere una vetrina della scena contemporanea siciliana indagandone il suo gene, ormai riconosciuto in tutto il mondo – dice Filippa Ilardo, fondatrice della Rete Latitudini e responsabile per la Sicilia dell’Associazione dei critici. Il festival indaga il senso e l’anti-senso del teatro del Sud, interpretando lo spazio insulare siciliano come fonte inesauribile di rappresentazioni. Cromosoma vuole essere l’anatomia di questa isola plurale e della sua estetica divergente. Siamo alla prima edizione ma puntiamo già a diffondere il festival in tutta la Sicilia».

Riunite nel cartellone sono state le voci del teatro contemporaneo indipendente, con spettacoli e performance, come “Doppio legame” del catanese Turi Zinna e Maria Piera Regoli per la regia di Federico Magnano San Lio (domenica alle 20,30, alla caffè letterario Alkenisa) e “Letizia Forever” del regista palermitano Rosario Palazzolo con Salvatore Nocera, alle 20,30, alla Galleria Civica. Due ancora le lectio magistralis all’Università Kore con Davide Enia e Mimmo Cuticchio. Ma il festival ha chiuso il cartellone con un omaggio al teatro di Franco Scaldati, con una lezione spettacolo nelle aule universitarie della Kore di Enna con Melino Imparato per un viaggio nella drammaturgia di Franco Scaldati.

«Ho voluto sostenere questo festival per valorizzare quelle realtà che hanno una presenza attiva e funzionale nel territorio, creando sinergie e collaborazioni che sono elementi imprescindibili di ogni progetto sul teatro e per il teatro -dice Mario Incudine, direttore artistico – Il senso della mia direzione artistica ha avuto fin dall’inizio questa specificità e questo obiettivo: essere una grande casa aperta e accogliente per la mia città e per tutte le realtà che la mantengono viva».

«È stata una festa collettiva di artisti e di pubblico- conclude la Rete Latitudini – e questo di dà coraggio per andare avanti e pensare di portare il festival in altre città, fra le prime Taormina. La manifestazione è stata seguita da un pubblico interessato e fedele, attento alle contaminazioni linguistiche e al confronto con l’altro. Abbiamo percepito un sentire comune: un’esigenza di rinnovamento e un pensiero di amore nei confronti della cultura. Proprio a partire da un piccolo centro come Enna, che però è affamato di arte e di innovazione».

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