Crisi Provincia, il documento redatto dal Coordinamento regionale delle Rsu di tutte e 9 le Province regionali siciliane

Questo il documento redatto dal Coordinamento regionale delle Rsu di tutte le Province regionali siciliane inviati a tutte le istituzioni interessate alla crisi degli enti

Al Presidente della Repubblica Palazzo del Quirinale – Piazza del Quirinale 00187 – Roma

Al Presidente della Regione Siciliana presidente@certmail.regione.sicilia.it – Palermo

Al Presidente dell’Assemblea Regionale Sicilianapresidente@ars.sicilia.it- Palermo

Ai componenti della I^ Commissione , Affari Istituzionali, dell’ A.R.S.

A tutte le deputazioni nazionali e regionali della Regione Sicilia

Ai componenti gli organi di governo della Regione Siciliana

Alle Segreterie Regionali e Provinciali di C.G.I.L., C.I.S.L. E U.I.L E DEI SINDACATI AUTONOMI

E, p.c. ai Commissari Straordinari delle ex Province Regionali Siciliane

E ai Segretari Generali delle ex Province Regionali Siciliane

OGGETTO: LEGGE DI RIORDINO DELLE EX PROVINCE REGIONALI SICILIANE E CRISI FINANZIARIA

Con riferimento a quanto indicato in oggetto, i sottoscrittori del presente documento, nella qualità di componenti e legittimi rappresentanti del coordinamento delle R.S.U. delle ex Province Siciliane, con la presente denunciano la gravissima situazione che si è venuta a determinare all’ interno dei sopraindicati Enti, in conseguenza della emanazione della norma che, in Sicilia, ne ha decretato la loro abolizione e delle successive riduzioni di spesa imposte, alle ex Province Siciliane, dalle recenti norme Statali.

Premessa la presunta illegittimità della situazione in cui, attualmente, versano le 9 ex Province Siciliane, guidate da Commissari Straordinari di nomina governativa, la gestione dei quali, in considerazione della straordinarietà del loro incarico, avrebbe dovuto avere carattere, assolutamente, temporaneo, si registra un’ assoluta superficialità del governo regionale nel valutare, con riferimento alle ex Province e in relazione all’ adozione dei nuovi e possibili assetti, le problematiche ad essi connesse, nonché nell’ affrontare le gravi disfunzioni che si sono venute a determinare, in Sicilia, in conseguenza dell’ applicazione, alle ex Province ricadenti in detto territorio, delle riduzioni di spesa imposte dalle recenti norme statali.

In relazione alla prima delle due problematiche, si evidenzia, infatti:

  • Una scarsa attenzione verso le questioni di carattere strettamente finanziario che dovrebbero, comunque, costituire oggetto di valutazione in qualunque ipotesi di riordino delle ex Province, sia nella direzione del mantenimento, alle medesime, di tutte le loro funzioni e di tutto il loro personale, sia nell’ ipotesi di trasferimento, di gran parte delle dette, ad altri Enti. Con riferimento a quest’ ultima ipotesi si evidenzia, infatti che:

  1. Il transito di funzioni ad altri Enti risulterebbe problematico, in assenza dell’ assegnazione, ai medesimi, di adeguate risorse finanziarie;

B) per le stesse motivazioni, risulterebbe di difficile realizzazione il collocamento del personale in esubero delle ex province presso gli Enti che dovrebbero ereditarne le relative funzioni;

c) il trasferimento di adeguate risorse finanziarie ai detti Enti non potrebbe essere effettuato dalle Province ai cui facevano capo le relative funzioni. Si evidenzia, infatti, che la legge di stabilità 2015, per il triennio 2015/2017, ha imposto anche alle ex province della regione siciliana, già, di per sé, depauperate e che in atto continuano a svolgere tutte le funzioni ad esse attribuite dalla Legge Regionale n. 9/86, di concorrere alla riduzione della spesa corrente, analogamente a quanto imposto alle Province delle regioni a statuto ordinario, per le quali invece, con la Legge Delrio, n. 56/2014, si è provveduto ad uno svuotamento delle relative attribuzioni.

– Con riferimento, invece, all’ ipotesi in cui il governo regionale ritenesse opportuno mantenere, quasi, inalterate le funzioni delle ex Province, aumentandone, addirittura, le relative competenze, si rileva che, l’ eventuale adozione del superiore assetto, non potrebbe, assolutamente, prescindere dagli obbligatori tagli alla spesa, derivanti, anche nei confronti delle ex Province Siciliane, dalla richiamata Legge di stabilità 2015. La Regione Sicilia, nell’ ipotesi di costituzione di un Ente intermedio, avente le caratteristiche da ultimo enunciate, non avendo, comunque, il potere di derogare ai meccanismi di riduzione della spesa, disposti dalla citata Legge, al fine di garantire la sopravvivenza dell’ Ente intermedio, così come da lei configurato, dovrebbe prevedere il trasferimento, al medesimo e a proprio carico, di adeguate risorse finanziarie.

Per le motivazioni in precedenza enunciate, fatta salva la necessità di assicurare, comunque, una riorganizzazione dell’ Ente intermedio che, valorizzandone la centralità e la fondamentalità nell’ ambito del territorio provinciale, sia finalizzata a garantire una migliore efficienza dei servizi e ad assicurare una migliore risposta ai bisogni della collettività, si ritiene, pertanto, che:

  1. Qualunque processo di riordino, in Sicilia, delle ex Province, non possa, assolutamente, prescindere da un’ adeguata valutazione delle risorse finanziarie disponibili, sia in capo alla nuova figura di Ente intermedio che si verrà a configurare, sia in capo agli eventuali altri soggetti a cui le funzioni e il personale sarebbero, eventualmente, trasferiti. Nell’ ipotesi di eventuale insufficienza delle dette risorse e di mancanza di trasferimenti da parte dello Stato, la Regione, assumendosi, in materia, la piena responsabilità delle scelte da lei effettuate, dovrebbe prevedere la possibilità di disporre, in favore dei nuovi Enti e di quelli, eventualmente, subentranti, nell’ esercizio delle funzioni trasferite, adeguate assegnazione di risorse, nella considerazione che, in assenza delle medesime, il processo di riordino delle Province creerebbe, esclusivamente, caos;

  2. Debba essere garantito, ope legis, tutto il personale delle ex province siciliane, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, oltre che attraverso i meccanismi di copertura finanziaria di cui al punto 1), anche attraverso l’ esplicita previsione di norme che, nell’ ipotesi di trasferimento di funzioni dall’ Ente Provincia ad altri Enti, garantiscano l’ integrale assorbimento dell’ eventuale personale in esubero presso i citati Enti. Inoltre, si ritiene necessario prevedere:

  1. il blocco delle assunzioni, con qualunque modalità effettuate, nelle PP.AA. del territorio siciliano, fino all’ integrale assorbimento dell’ eventuale personale in esubero delle ex Province; la riserva, negli Enti pubblici e in favore del personale delle ex Province, di eventuali posti vacanti nelle rispettive piante organiche;

  2. fino alla data di ricollocazione, il mantenimento in servizio del personale in esubero delle ex Province, presso i precitati ultimi Enti.

  • Nel richiamare l’ attenzione dei soggetti in indirizzo sulle problematiche da ultimo enunciate, non si può, comunque, prescindere da quella che, in atto, appare essere la problematica più urgente, ovvero la necessità di porre, immediato, rimedio alla situazione determinatasi in Sicilia in conseguenza dell’ emanazione della Legge di Stabilità 2015 , che ha imposto, come sopra detto, delle riduzioni di spesa anche alle ex Province Siciliane, senza tenere conto che, in assenza di una normativa di riordino, le stesse continuano ad esercitare tutte le funzioni, in precedenza svolte. Tenuto conto delle dette riduzioni di spesa, nonché dei tagli incapienti derivanti dalle precedenti manovre finanziarie, l’ importo complessivo che le ex province della Regione Sicilia dovranno trasferire allo Stato sarà, infatti, quello della tabella seguente:

Province

Prelievo forzoso dello Stato 2015

Prelievo forzoso dello Stato 2016

Prelievo forzoso dello Stato 2017

Agrigento

7.232.930,46

13.112.677,52

18.992.424,58

Caltanissetta

5.301.422,18

9.368.703,79

13.435.985,40

Catania

36.246.188,07

49.625.117,04

63.004.046,01

Enna

4.055.391,58

7.390.783,16

10.726.174,71

Messina

8.844.596,71

17.406.709,82

25.968.822,93

Palermo

31.409.964,06

45.988.025,40

60.566.086,74

Ragusa

7.790.019,51

12.363.990,31

16.937.961,11

Siracusa

12.301.028,61

18.189.519,25

24.078.009,89

Trapani

10.822.526,09

16.377.856,54

21.933.186,99

Totale contributo allo Stato

124.004.067,27

189.823.382,83

255.642.689,36

La restituzione dei precitati importi, determinando notevoli squilibri di bilancio, rende difficile, per il corrente esercizio finanziario e impossibile, per i due successivi, la chiusura dei bilanci di previsione di tutte le ex province siciliane. Sembra, pertanto, inevitabile la possibilità che le medesime possano incorrere, da qui a breve, nella dichiarazione dello stato di dissesto, in assenza di adeguati correttivi normativi in materia e persistendo l’ obbligo normativo di redigere il bilancio di previsione, oltre che per l’ e. f. 2015, anche per i successivi anni 2016 e 2017.

Ove, pertanto, si voglia, veramente, evitare che la situazione delle ex Province Regionali Siciliane degeneri, si reputa opportuno che i soggetti in indirizzo, nelle more che si definisca, in Sicilia, il processo di riordino delle ex Province Regionali, si adoperino, ognuno secondo le proprie specifiche competenze, per l’ adozione di adeguate misure che, sia sul piano normativo che sul piano finanziario, servano a porre rimedio alla situazione da ultimo enunciata.

L’ assenza di qualsivoglia azione, in tal senso, nella considerazione delle conseguenze ad essa relative, esporrebbe a gravi RESPONSABILITA’ POLITICHE i soggetti in indirizzo, colpevoli, in danno dell’ intera collettività, di avere mortificato e reso inefficienti i servizi offerti dalle ex Province siciliane e di avere messo in serio rischio la stabilità del personale all’ interno delle medesime operante. Si sottolinea, infatti, che la situazione, così come sopra rappresentata, oltre ad essere assolutamente lesiva degli interessi dell’ intero territorio Siciliano, appare assolutamente contraria alle finalità che il governo regionale si prefiggeva di raggiungere attraverso l’ abolizione, in Sicilia, delle Province.

Caltanissetta, 8 maggio 2015

Il Coordinamento delle R.S.U. delle ex Province Regionali Siciliane

 

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