Crisi finanziaria Camera di Commercio Enna, l’ex Presidente Liborio Gulino “Gravi responsabilità da parte della Regione”

Le difficoltà finanziarie della Camera di Commercio di Enna, evidenziate un questi giorni dai dipendenti che da mesi non percepiscono lo stipendio non sono da ricondurre, come da essi denunciato solo alle scelte fatte dal Governo nazionale che ha ridotto drasticamente il gettito del Diritto Camerale che le imprese pagano, ma sono anche da ricondurre a responsabilità precise del Governo della Regione che ha di fatto per anni impedito, attraverso i commissariamenti che si sono succeduti alla Camera, di avere un Governo legittimo ed espressione delle imprese del territorio.

L’assenza di una direzione politica dell’Ente ha determinato anche la mancanza di una interlocuzione forte nei confronti della Regione e di Unioncamere Nazionale per i trasferimenti di risorse del Fondo Perequativo. L’assenza di una progettualità, che aveva visto nel passato anche uno degli elementi importanti della costruzione del bilancio della Camera e il perdurare della crisi che ha devastato il nostro sistema imprenditoriale ne stanno determinando il default.

A ciò si aggiunge che negli ultimi cinque anni, il tessuto imprenditoriale ennese si è notevolmente ridotto. Il saldo delle imprese a fine 2015 fra iscrizioni e cancellazioni è negativo di 1.179 imprese. Si è passati da 15.998 imprese a fine 2010 a 14.819 a fine 2015.

Negli ultimi cinque anni si sono cancellate 5.454 imprese pari a oltre un terzo di tutto il Registro Imprese, a fronte di 4.391 iscrizioni. Tutto ciò ha determinando anche un sostanzioso calo delle entrate.

In una situazione di difficoltà finanziaria per la Camera di Commercio ci si permesso financo, da parte dei Commissari di turno, di rinunciare all’utilizzazione delle risorse messe a disposizione, in aiuto e sostegno all’Ente ed alla imprese del territorio, dal sistema camerale nazionale e dal Ministero.

Più volte abbiamo denunciato, come associazioni imprenditoriali, il danno economico e la responsabilità che la gestione commissariale voluta dalla Regione, che ormai si protrae da oltre quattro anni, ha causato all’Ente camerale, alle imprese ed alla economia del territorio per la sua inattività. Sarebbe stata invece necessaria, una forte direzione politica ed una forte azione di promozione e valorizzazione dell’Ente, delle imprese e degli strumenti di cui la stessa si era dotata. Ciò non è stato, arbitrariamente, consentito dal Governo Regionale

Anche l’operazione di accorpamento con la Camera di Palermo, voluta dal Commissario nominato dal Governo della Regione, senza il preventivo consenso delle imprese del territorio, più che dare una soluzione al problema si è appalesata sempre più come una semplice operazione di potere del sistema camerale siciliano finalizzato ad altri interessi che prescindono dagli interessi delle imprese e del territorio.

Il Governo della Regione, che ha avuto negli ultimi anni il “piacere” di amministrare la Camera si assuma la responsabilità del possibile fallimento a cui l’ha portata e si faccia carico di creare le migliori condizioni per garantire i servizi alle imprese che annualmente pagano il diritto camerale, fra l’altro maggiorato del 20% per attività promozionali inesistenti.

Liborio Gulino già Presidente della CCIAA di Enna

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