Crisi ex Provincia: il segretario provinciale Pubblico Impiego Uil Giuseppe Adamo “Un lento stillicidio”

Un lento stillicidio che è quasi arrivato ad un triste epilogo. E’ quella che sta vivendo, secondo il segretario provinciale del Pubblico Impiego Uil Giuseppe Adamo il Libero Consorzio di Enna che dopo la trasformazione con la “riforma” delle Province, soppresse per legge ma non ad oggi sostituite un modo chiaro da un altro soggetto, stanno vivendo una vera e agonia. Ci si augura che adesso con la nuova legge regionale sui Liberi Consorzi si abbia una inversione di tendenza. Ma ad oggi per Adamo l’unico dato certo è che dall’insediamento del primo commissario avvenuto poco più di 3 anni i servizi garantiti dalle Provincie molto importanti per la collettività come ad esempio di carattere sociale, scolastico, manutenzione strade, ma anche turistici sono andati via via peggiorando sino a quasi a scomparire sia per la carenza di risorse economiche per garantirli che del personale per portarli avanti. Infatti buona parte di questi servizi veniva garantito dai precari da quasi 2 mesi sospesi dall’attività lavorativa. Tanto per fare un esempio dei 101 lavoratori sospesi oltre la metà di occupano della manutenzione delle strade provinciali e degli immobili scolastici di proprietà dell’ente come quelli che ospitano le scuole superiori. Quindi una situazione già molto difficile ma che può trasformarsi in drammatica come spiega lo stesso Adamo. Come è cambiata la qualità dei servizi per la collettività di competenza della Provincia? “Da quando è di fatto stata soppressa l’ente Provincia poco meno di 3 ani fa, come organo politico è indubbio che la qualità dei servizi garantiti da questo ente sono andati via via peggiorando per arrivare ad oggi alcuni totalmente annullati”. Quale il motivo principale. “Sia per la diminuzione dei trasferimenti in buona parte regionali ma anche per il prelievo forzato cui sono sottoposti le Province dalla legge nazionale Delrio che ha annullato le Province in tutta Italia. Nel 2016 all’ex Provincia regionale di Enna sono stati prelevati 7 milioni di euro, e nel 2017 dovrebbero essere 10 milioni. (su un bilancio complessivo dell’ente di circa 23 milioni di euro) Considerando che già oggi l’ente è di fatto in dissesto finanziario, manca solo la certificazione, nel prossimo non si capisce come si debba fare. Anche se la situazione è drammatica già oggi”. Quali sono in particolare i servizi che sono diventati più carenti? “Un esempio per tutti la garanzia delle utenze per le scuole di competenza della Provincia. Già nei prossimi mesi quando le temperature nelle nostre zone saranno più rigide non si potrà garantire l’accensione dei riscaldamenti visto che nei capitoli di spesa per questo servizio non ci sono risorse. Ma questo vale per tutti altri, dalla manutenzione delle strade di competenza provinciali, ai servizi sociali come l’assistenza scolastica agli alunni sordi ed altro ancora, ai servizi legati al turismo”. Ma chi nel futuro con i Liberi Consorzi dovrà garantire questi servizi? “Questo è l’aspetto più paradossale. La legge che istituisce i Liberi Consorzi prevede che le competenze di questi servizi ma anche altri ancora sono stati nuovamente affidati ai soggetti che andranno a sostituire le Province. Ma non si capisce però con quali risorse debbano essere espletati visto che la legge non prevede trasferimenti regionali a questi enti”. Quindi come si dovrà ovviare a questo problema. Chi metterà le risorse economiche? “Ad oggi è un vero rebus. Addirittura malgrado la Regione Sicilia non abbia recepito la legge Delrio, i prelievi che da questa legge nazionale sono previsti vengono lo stesso effettuati lo stesso anche alle ex Province siciliane. E la conseguenza di tutto ciò è quello che sta accadendo”. E quali sono le prospettive per il personale? “Di assoluta incertezza. In prima battuta il personale precario che ormai da anni vive una sorta di stillicidio e che dallo scorso 1 agosto è sospeso dall’attività lavorativa. Per garantire gli stipendi degli gli ultimi 5 mesi del 2016, all’ente servirebbero 800 mila euro che non ha. E per questo dallo scorso 1 agosto il personale è stato sospeso rimanendo in forza all’ente grazie al legame di natura giuridica. Ed oggi non si capisce con quali risorse possa essere garantita la ripresa lavorativa”. E per il personale di ruolo? “I problemi ci sono anche per questo. Per garantire alcuni servizi obbligatori sino alla fine dell’anno l’ente ha necessità di avere 1 milione e 300 mila euro. E per garantirli non si può non andare ad intaccare le risorse dedicate agli stipendi”. Ma la Regione nei giorni scorsi non ha ripartito delle risorse economiche? “Si al Libero Consorzio di Enna sono andati 4 milioni e 100 mila euro. E nei prossimi giorni dovrebbero essere distribuiti altri 9 milioni di euro a tutti e 9 i Liberi Consorzi anche se non si sa a quanto ammonta la quota parte destinata al Libero Consorzio di Enna”. Queste risorse possono garantire il futuro? “Con l’arrivo di queste somme potrà tamponare solo una minima parte dell’attuale emergenza – conclude Adamo – ma sta di fatto che la situazione rimane lo stesso drammatica e stando così le cose se non si troverà una soluzione per evitare il prelievo coatto di 10 milioni di euro dall’1 gennaio per questi enti sarà impossibile andare avanti”.

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