Cozzo Vuturo: sopralluogo del M5S Enna con il Presidente della SRR Armando Glorioso

Cozzo Vuturo: sopralluogo del M5S Enna con il Presidente della SRR Armando Glorioso

Non diminuisce l’attenzione del Movimento 5 Stelle sulle problematiche della discarica di Cozzo Vuturo. La delegazione ennese composta dal portavoce al Senato della Repubblica Fabrizio Trentacoste e dei due portavoce al Consiglio comunale di Enna, Cinzia Amato e Davide Solfato, stamattina ha incontrato, sabato scorso, il Presidente della SRR, Armando Glorioso per un sopralluogo al sito, al fine di comprendere meglio i recenti interventi e le criticità che esso presenta. In particolare, ci si è soffermati sul nuovo impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti (TMB) e sull’impianto temporaneo di tritovagliatura, che il Presidente della Regione Musumeci ha autorizzato con un’ordinanza in deroga.
“Abbiamo sempre temuto che Enna fosse stata individuata come una delle pattumiere della Sicilia e la nostra previsione risulta parzialmente confermata dal fatto che l’impianto di TMB di prossima apertura sia stato concepito per trattare il 10% dei rifiuti prodotti nell’Isola, pur avendone la nostra provincia solo il 3% degli abitanti”, commentano i due consiglieri comunali.
“Mentre noi, già da diversi anni”, specifica Cinzia Amato, “mettevamo in luce la problematiche dovute all’inidoneità del sito e alla mancata messa in sicurezza delle vasche, con il conseguente inquinamento derivante dalla dispersione di percolato, l’Amministrazione comunale, come tutti gli altri enti competenti, rilasciava pareri favorevoli all’ampliamento della vasca B2 e alla riapertura della B1. Una scelta poco lungimirante che non ha tenuto in conto la natura geomorfologica del sito ache rende questa discarica non adatta allo sversamento di rifiuti. Per questo continueremo a vigilare sul corretto funzionamento della discarica stessa e a denunciare tutte le possibili cause di inquinamento del nostro territorio nelle sedi competenti”.
“Se una tale scelta poteva essere giustificata nei primi anni ’80, quando si è iniziato a scaricare rifiuti in quel sito”, continua Davide Solfato, “non si può più giustificare in un’epoca che guarda sempre con maggiore attenzione al tema della sostenibilità ambientale e della tutela della salute. Oggi, non si può solo pensare a costruire discariche per risolvere un’emergenza, ma occorre puntare ad altri tipi di impianti, orientati al riutilizzo e al riciclo, oltre che a politiche di riduzione della produzione di rifiuti e di sensibilizzazione ed educazione ambientale, altrimenti si creerà un danno certo per le future generazioni”.
“Questo sopralluogo ha confermato che la decisione di rimettere in funzione questa discarica, dopo diversi anni di inutilizzo, piuttosto che pensare alla bonifica, alla messa in sicurezza del sito e alla sua definitiva chiusura, individuando un luogo più idoneo, è stata scellerata” è l’amara considerazione del senatore Trentacoste. “Apprezziamo i notevoli sforzi compiuti sul piano tecnico e gestionale, soprattutto con la realizzazione dell’impianto di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti indifferenziati che, seppur facendo uso di una tecnologia obsoleta che non recupera plastica, vetro e frazione umida, rimane un investimento necessario per i comuni dell’ennese, che dal 2012 sono costretti a conferire i rifiuti in altre province, con notevole aggravio di costi. Dobbiamo, inoltre, constatare che le decisioni assunte dal Governo Crocetta prima e da quello Musumeci dopo, hanno mostrato scarsa attenzione per la salute del nostro territorio e dei suoi abitanti, considerata la notevole vicinanza della discarica ai centri abitati di Enna (3,8 km) e Calascibetta (2,5 km)”, rincara il senatore.
“Desta preoccupazione, comunque, il fatto che, nelle more dell’attivazione dell’impianto di TMB -che garantirà il trattamento dei rifiuti nel rispetto delle attuali norme- si sia dovuto ricorrere ad una soluzione provvisoria, che durerà ancora diversi mesi, con un impianto mobile per la tritovagliatura dei rifiuti indifferenziati e la biostabilizzazione della frazione organica. Un tale impianto a cielo aperto, infatti, senza protezione dell’ambiente e dei lavoratori, produce senz’altro inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili, dai particolati microbici e dai gas che si disperdono nell’aria” constatano i tre portavoce pentastellati ennesi.
“Per quanto comprensibile, la posizione del presidente Glorioso -che con i dirigenti e i tecnici, ha cortesemente risposto a tutte le nostre domande- non coincide del tutto con la nostra. È chiaro che, in qualità di presidente della SRR, egli debba valutare i vantaggi economici che derivano dalla riapertura della discarica di Cozzo Vuturo con una diversa gestione dello smaltimento dei rifiuti, che in Sicilia è diventata una vera piaga, per la quale non si vede ancora all’orizzonte una soluzione definitiva”.

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