Consorzio di Bonifica, lunedì assemblea a Regalbuto

Si prevede molto partecipata l’assemblea di domani con inizio alle 16 all’auditorium Peppino Impastato di Regalbuto riguardo alla vertenza del Consorzio di Bonifica dove i lavoratori senza stipendio da 5 mesi da 2 settimane protestano con dei presidi h24 nelle sedi di Sparacollo a Regalbuto, Enna e Gagliano Castelferrato. All’assemblea sono stati invitati anche tutti parlamentari regionali e nazionali della provincia nonché tutti i sindaci dei comuni dell’ex provincia di Enna visto che il territorio consortile coincide in linea di massima con quello dell’ex provincia di Enna. Una situazione in cui è venuto a cadere il Consorzio di bonifica di Enna che conta circa 300 dipendenti, ma ad onor del vero come si trovano del resto anche gli altri 10 enti consortili siciliani, con una crisi finanziaria senza precedenti senza risorse non solo per pagare gli stipendi ma anche per garantire gli stessi servizi agli utenti come ad esempio l’irrigazione. Malgrado si trovi in queste disastrate condizioni il Consorzio di Bonifica è uno soggetti più importanti sul territorio visto che è quello che garantisce la vita dei comparti agricolo e zootecnico che sono poi di fatto tra i più importanti nella vita economica del territorio. Basti pensare che il Consorzio di Bonifica gestisce migliaia di ettari di terreno irrigati a valle delle dighe Pozzillo di Regalbuto, Sciaguana tra Agira e Catenanuova, Nicoletti tra Enna e Leonforte e Olivo nei pressi di Barrafranca. In parole povere se dovesse chiudere il Consorzio sarebbe come dare l’estrema unzione all’agricoltura e alla zootecnia. Ma intanto la situazione rimane lo stesso drammatica anche se però qualche spiraglio di luce si inizia ad intravedere. Infatti nell’attivo regionale di venerdì scorso svoltosi a Enna di Cgil, Cisl e Uil del comparto, è stato ufficializzato che l’assessorato regionale al Bilancio avrebbe autorizzato lo sforamento del patto di stabilità per circa 8 milioni di euro per tutti i consorzi siciliani. Significa che entro la fine del mese ai vari enti dovrebbero essere accreditate dalla Regione la seconda semestralità del 2015. Ma per arrivare alla somma necessaria per garantire sia stipendi che servizi mancano all’appello per tutti i consorzi ancora non meno di 7 milioni di euro che la politica regionale dovrà andare a reperire nella prossima manovra di assestamento di bilancio prevista a novembre. Inoltre le parti sociali stanno presentando delle proposte di modifica alla legge sul riordino dei consorzi approvata lo scorso maggio che a detta da tutti gli addetti ai lavori pare sia quella che di fatto ha affossato gli enti. Ma i lavoratori stanchi ormai di promesse quasi mai mantenute continuano nella loro protesta mantenendo sempre attivi i presidi in diversi siti lavorativi.

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