Confrati ennesi della Santissima Passione sul set de “L’attesa”

Li ha visti sfilare con il loro perfetto aplomb e i volti accuratamente coperti dalle visiere abbassate in un video-reportage sulla Settimana santa ennese e non ha avuto dubbi: “Voglio i confrati con le mantelline rosse”. Li ha scelti così  i confrati ennesi della Santissima Passione il regista esordiente Piero Messina, classe ’81, made in Caltagirone, assistente di Paolo Sorrentino, per il suo film “L’Attesa”. Ma al rettore Massimo Caceci, che nel luglio dello scorso anno è stato contatto dalla casa di produzione Indigo Film, è sembrato uno scherzo telefonico: “Vogliono i miei confrati per un film? No, si stanno prendendo gioco di me”, ha ammesso di aver pensato subito.
E invece, nessuna beffa, Caceci e altri 49 incappucciati della Passione sono stati tra i protagonisti del film vincitore del Leoncino d’oro al festival di Venezia, attualmente in gara al Toronto Film Festival e in uscita oggi nelle sale italiane (al cinema di Enna rimarrà eccezionalmente in programma per due settimane). E non solo al gruppo è toccato l’onore di fare da sfondo ad alcune scene girate con il premio Oscar Juliette Binoche (“un’attrice eccezionale, di grande espressività, capace di piangere e incupirsi, di farti entrare nell’angoscia dei suoi occhi e di abbracciarti subito dopo per un inaspettato selfie più serena che mai”, ha commentato Caceci), ma grazie al film hanno anche realizzato un progetto tenuto per anni dentro a un cassetto: “Abbiamo messo assieme il contributo guadagnato da ogni confrate e abbiamo finanziato parte della ristrutturazione della nostra sede, la chiesa di San Leonardo, realizzando la nuova pavimentazione del presbiterio”.
La scena nella quale compaiono i confrati ennesi è quella dei riti di una Pasqua siciliana, girata a Caltagirone, tra viuzze e lungo una delle gradinate artistiche. “Abbiamo chiesto in anticipo di conoscere nei dettagli il contesto nel quale eravamo inseriti – ha precisato il rettore – e abbiamo chiesto dei permessi alla curia, comunicando questa nostra partecipazione al Collegio dei rettori”. Tanti e sudati i ciak l’11 agosto 2014 dal primo pomeriggio fino a tarda notte, visto che i confrati (vestiti di tutto punto e incappucciati come per il Venerdì santo) hanno non solo dovuto sfilare, ma anche portare in spalla sulla scalinata la statua di un Cristo risorto, “un’impresa – ha commentato Caceci – perché dovevamo mantenere il nostro portamento elegante senza rischiare cadute con la Binoche che camminava in mezzo a noi con espressione afflitta”. Il risultato lo vedremo solo da stasera sul grande schermo. Ai confrati, va il plauso del loro amico ennese Ivan Scinardo, direttore della sede Sicilia del Centro sperimentale del Cinema: “Non ho ancora visto il film – ha detto – ma è una grande soddisfazione sapere che i confrati hanno preso parte a un lavoro di un nostro talentuoso ex allievo”.
Mariangela Vacanti

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