Confagricoltura Sicilia su misure comunitarie anticrisi

CONFAGRICOLTURA SICILIA SU MISURE COMUNITARIE ANTICRISI: TIMIDI SEGNALI DI ATTENZIONE

Il Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan ha presentato ieri, al Consiglio dei ministri agricoli dell’UE, il pacchetto di proposte che l’UE  intende mettere in campo  per fronteggiare la crisi che ha investito i mercati agricoli. Cinquecento milioni di euro per il comparto lattiero caseario per incentivare il contenimento della produzione ed arrestare il  calo dei prezzi, l’aumento dei prezzi di ritiro di mercato per il settore ortofrutticolo e l’innalzamento della percentuale dell’anticipazione dei premi PAC dal 50 al 70.

“Bene – commenta il presidente della Confagricoltura siciliana, Ettore Pottino – salvo il fatto che ai provvedimenti anticrisi proposti manca un requisito fondamentale che è quello del carattere  di “urgenza”. Infatti, devono ancora essere espletati tutti gli atti per la formalizzazione delle nuove misure, che verosimilmente vedranno la luce nel prossimo meseAggiungi un appuntamento per il prossimo mese di settembre, e poi quelli per la loro applicazione negli Stati membri. E’ come – aggiunge Pottino – se la Protezione Civile giungesse dopo oltre anno a seguito di una grave emergenza segnalata con la massima tempestività. Lascia poi perplessi il fatto di non trovare alcuna misura riguardante il settore cerealicolo e ciò nonostante la grave crisi in atto ed il tavolo tecnico che è stato convocato dal Ministero delle Politiche Agricole. Peccato – aggiunge Pottino – perché in quest’ultimo Consiglio Agricolo poteva essere inserita una delle proposte che il mondo dei cerealicoltori ha avanzato e che riguarda la rivisitazione dei prezzi minimi comunitari di riferimento del grano”.

Intanto c’è da registrare che si amplia la platea delle categorie scontente dell’andamento dei prezzi del grano duro. Dopo gli agricoltori ad alzare la voce sono ora  i rappresentanti dell’industria molitoria che si trovano nella condizione di dover svendere gli stock di merce acquisiti prima del crollo del prezzo. Silenzio da parte degli industriali  che continuano  a mettere il tricolore nelle confezioni di pasta prodotti negli stabilimenti italiani.

“Accogliamo con molto favore – conclude Pottino – la richiesta avanzata dai rappresentanti del settore della molitura per la definizione di un accordo di filiera ed anche quella di istituire un doppio  canale di tracciabilità tra pasta prodotta con grani nazionali e di altra provenienza”.

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