Confagricoltura Sicilia su Apicoltura

E’ questa la richiesta avanzata dal presidente della F.A.I. (Federazione Apicoltori Italiani) Sicilia, Vincenzo Stampa al responsabile dell’Area Programmazione dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, Gaetano Cimò.

La motivazione alla base della richiesta risiede nel fatto che alcuni interventi necessari per la crescita del settore non sono affatto previsti dal Regolamento (CE) 1234/07, ovvero il provvedimento comunitario che ha istituito l’organizzazione comune dei mercati agricoli.

In particolare, il regolamento vigente non consente l’accesso, per gli apicoltori, ai finanziamenti di investimenti fondamentali come quelli necessari all’attività di nomadismo o all’immissione dei prodotti delle api sul mercato (laboratori e centri di confezionamento o condizionamento).

“Con il P.S.R. è possibile colmare questa lacuna – ha evidenziato Stampa – ma a condizione che vengano rimodulati i parametri di accesso alle misure di investimento per gli apicoltori siciliani”.

Nell’attuale stesura del PSR Sicilia il limite di UDE (Unità di Dimensione Economica) richiesto per partecipare ai bandi è molto distante dalla realtà apistica produttiva regionale, che se ricompresa metterebbe invece le aziende apistiche in condizione di superare le attuali criticità strutturali.

Dagli ultimi dati censiti risulta infatti una media di circa 150 alveari per azienda. Da qui la proposta di prevedere una deroga per il settore apistico ed in particolare per tutti coloro che svolgono l’attività in modo professionale e con indirizzo produttivo orientato al reddito.

Da parte del dirigente regionale è stata dichiarata la massima disponibilità ad affrontare il problema sollevato da FAI Sicilia e di cercare, d’intesa con gli altri Uffici dell’Amministrazione, le soluzioni più idonee al recepimento delle diffuse aspettative degli allevatori di api.

Il settore apistico siciliano, anche grazie alle recenti disposizioni comunitarie e nazionali, sta uscendo allo scoperto mostrando una grande vitalità e potenzialità che meritano invece di essere espresse compiutamente.

Per non incorrere, infine, in inconvenienti di tipo sanitario e commerciale occorre quindi continuare l’opera di sensibilizzazione per la regolarizzazione di tutte le posizioni emergenti in apicoltura.

In questo senso gli incentivi accessibili grazie al PSR potrebbero essere di grande aiuto per la definitiva riorganizzazione dell’apicoltura siciliana, settore che incontra un crescente interesse specialmente da parte dei giovani alla ricerca di una prima e dignitosa occupazione professionale.

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