Confagricoltura Sicilia “La Sicilia si sbriciola e la politica sta a guardare”

“Vorremmo essere tanto incoscienti da immaginare il “bicchiere mezzo pieno”. Ma come si fa a non tenere conto dello stato di sfacelo in cui versa la nostra regione”. Questo l’amaro commento della Confagricoltura regionale a seguito dell’ultima catastrofe che ha bloccato i collegamenti siciliani.

“Dopo il crollo dell’autostrada Palermo-Catania (a distanza di otto mesi non si hanno ancora notizie certe sui tempi per la sua riapertura) un’altra frana ha colpito la Messina Catania contribuendo ad aumentare il tasso di “isolamento” dell’isola dal resto dell’Italia e dall’Europa. Una beffa se si pensa che in contemporanea, all’Expo di Milano, la Sicilia si sforza di mostrare la parte migliore attraverso le proprie eccellenze enogastronomiche, agricole e turistiche, immaginandosi quindi pronta ad affrontare le difficili sfide dell’internazionalizzazione.

“I casi delle due autostrade – evidenzia il Presidente dell’organizzazione, Ettore Pottino – sono quelli più eclatanti e per questo finiti sotto i riflettori delle cronache nazionali. Ma non vanno dimenticate le centinaia di arterie secondarie, letteralmente bombardate, che rappresentano una vera e propria “via crucis” per tutti coloro che, come gli agricoltori, sono costretti a percorrerle quotidianamente per  tentare di raggiungere le loro postazioni di lavoro. Figurarsi poi il grado di attrattività che questo sistema viario riesce a suscitare nei confronti dei visitatori e degli ospiti stranieri”.

Il problema Sud, di cui in questi ultimi giorni si ricomincia timidamente a parlare, è essenzialmente un problema legato a carenze di tipo infrastrutturale, deficit che si traducono in aumenti dei costi e scarsa capacità attrattiva per nuovi investimenti. “Sarebbe quindi auspicabile – sottolinea ancora Pottino – che la politica siciliana pretenda con fermezza l’adozione di interventi compensativi straordinari così come previsto, a livello comunitario, per le cosiddette aree “insulari”.

In questa fase di profonda incertezza per l’agricoltura siciliana, dovuta al possibile taglio delle agevolazioni fiscali per il settore, da una riforma PAC non particolarmente premiante per le produzioni mediterranee e dalla volontà, non molto celata, di far ricadere sulle spalle degli agricoltori i debiti e gli sprechi dei Consorzi di bonifica, non aiuta poi il clima di incertezza nel quadro politico regionale.

Il rincorrersi di voci circa un nuovo imminente rimpasto nella giunta di governo, per la Confagricoltura, potrebbe demotivare gli assessori attualmente in carica rinviando decisioni che invece necessitano di risposte immediate. Tra queste la più importante, ricorda la Confagricoltura, riguarda le procedure per la conclusione della programmazione comunitaria (PSR) 2007/2013 che necessitano di chiarezza per evitare penalizzazioni alle aziende che hanno attivato, con grande difficoltà, le misure ad investimento.

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