Confagricoltura Sicilia critica verso l’UE

DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI EUROPEI DELL’AGRICOLTURA L’ENNESIMA DOCCIA GELATA PER LA SICILIA. L’UE COME IL COLOSSO DI RODI, DA MERAVIGLIA DEL MONDO A CUMULO DI MACERIE DOPO LA PRIMA SCOSSA TELLURICA.

Mentre a Vittoria più di quattromila agricoltori manifestavano i disagi di una crisi che ha colpito i comparti più rappresentativi dell’economia agricola siciliana, a Bruxelles si è svolto, con un quasi nulla di fatto, il Consiglio Europeo dei ministri dell’agricoltura che doveva essere  dedicato all’ennesima emergenza sociale del settore. E’ stato invece tutto rinviato in attesa di affinare le proposte che saranno  appositamente imbastite dalla burocrazia europea, burocrazia  che per tempi e procedure non si sta dimostrando migliore della nostra così tanto vituperata ed attaccata.

Una crisi inesorabile, quella che ha colpito la nostra agricoltura, certificata anche dall’ISTAT, che nel suo ultimo resoconto statistico evidenzia una diminuzione dei prezzi al consumo, per i vegetali freschi, pari al 10% su base annuale.

“Eppure – commenta il presidente della Confagricoltura siciliana, Ettore Pottino – alla vigilia del vertice  ci era stato lasciato intendere che sarebbero state varate decisioni importanti a sostegno delle grandi difficoltà lamentate in questi ultimi mesi dagli allevatori, dagli  imprenditori ortofrutticoli ed olivicoli e  causate essenzialmente  da una Politica Agricola Comune miope, disattenta ed autoreferenziale. Onestamente – ha aggiunto Pottino – ci eravamo illusi che ieri fosse stato finalmente sfatato il tabù del “de minimis”, ovvero quel marchingegno che limita la corresponsione di contributi pubblici erogati sotto forma di aiuti di stato. Una norma capestro per l’agricoltura che per anni ha vanificato la portata di tutti gli interventi in materia creditizia e di soccorso essendo previsto, per singola azienda, un tetto di 15 mila euro nell’arco di un triennio. La notizia, non confermata ufficialmente, di un innalzamento del “de minimis” a 15 mila euro l’anno ci lascia particolarmente esterrefatti poiché, a quanto pare, per la sua entrata a regime sarebbero  necessari passi formali per almeno altri sette mesi”.

Da questi elementi, ma anche per quel che sta succedendo sul fronte delle politiche di accoglienza dei profughi, emerge l’incapacità dell’UE ad affrontare i momenti di crisi, da quella economica dell’agricoltura a quella umanitaria. Come il Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie dell’antichità, crollato a seguito delle prime scosse sismiche, l’UE rischia la stessa fine a causa della sua incapacità ad affrontare le reali esigenze delle popolazioni che contribuiscono al mantenimento di megastrutture ed apparati amministrativi al servizio di pochi e ben definiti interessi nazionali.

L’appello della Confagricoltura siciliana è quindi rivolto alla Regione affinché renda immediatamente operativi gli interventi previsti in finanziaria sulla ristrutturazione dei debiti e sul credito, oltre alla immediata emanazione delle deliberazione dello stato di  crisi di mercato.

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