Confagricoltura Sicilia CERTIFICATI ANTIMAFIA: RISCHIO BLOCCO FONDI COMUNITARI PER UN MILIONE DI AZIENDE AGRICOLE.

CERTIFICATI ANTIMAFIA: RISCHIO BLOCCO FONDI COMUNITARI PER UN MILIONE DI AZIENDE AGRICOLE.
A partire dallo scorso 20 novembre è scattato l’obbligo di presentazione della certificazione antimafia per tutti gli agricoltori beneficiari di fondi europei. E’ una delle clausole inserite nel nuovo testo di legge (L. n. 161/2017), approvato dal Parlamento, con cui sono state introdotte “modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”.
Una norma che, passata all’insaputa dei più, nella pratica attuazione coinvolge circa un milione di aziende agricole; a tanto ammonta infatti il numero delle ditte che nel 2017 hanno presentato le istanze per i premi comunitari.
Poco è valsa la modifica introdotta con il maxiemendamento al D.L. fiscale che esenta le aziende che percepiscono fondi europei per un ammontare inferiore ai 5 mila euro. Restano infatti fuori più di 200 mila aziende, quelle più rappresentative nel contesto produttivo nazionale anche in termini di occupazione.
A livello nazionale il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti è già intervenuto nei confronti del ministro dell’agricoltura, Martina e della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Boschi per cercare di non vanificare lo sforzo profuso dal governo per rendere più efficiente il sistema di gestione delle risorse europee.
“Comprendiamo le motivazioni del provvedimento – commenta il presidente della Confagricoltura siciliana, Ettore Pottino – ma ci lasciano molto perplessi i meccanismi individuati per attuarlo. La presentazione cartacea della certificazione antimafia per tutta la platea dei beneficiari di premi comunitari provocherà un intasamento mostruoso nella macchina burocratica, specialmente di quella abilitata al rilascio degli attestati. La conseguenza sarà quella di un ritardo generalizzato nella erogazione dei contributi da parte di AGEA aggravando così i già pesanti problemi di liquidità delle aziende siciliane”.
Memore dei problemi riscontrati nella precedente programmazione comunitaria, con numeri molto più bassi per via dei differenti importi soggetti all’obbligo di presentazione della certificazione antimafia (per contributi superiori ai 150 mila euro), il presidente della Confagricoltura siciliana si spinge a formulare una proposta volta a snellire i tempi ed il carico burocratico. Ovvero quella di consentire ad AGEA di accedere direttamente alla banca dati del ministero degli interni, sfruttando così al massimo le procedure informatiche ed accorciando i passaggi.
“In ogni caso – conclude Pottino – è necessario un urgente intervento legislativo per evitare ulteriori disagi economici alla categoria”.

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