Comunicare e trasmettere emozioni attraverso la pittura: lo fa l’artista leonfortese Irene Varveri

Lo strumento espressivo capace di trasmettere le emozioni soggettive e i moti interiori ma soprattutto ricerca e desiderio di bellezza. E’ quanto rappresenta l’arte in particolare pittorica per la leonfortese Irene Varveri nella vita “normale” funzionaria in un importante ente pubblico ma con il talento dell’artista quasi a “tutto tondo” nella vita extra lavorativa. Ad onor del vero Irene, due lauree al Dams e in Scienze Sociali, anche nell’attività impiegatizia si occupa di iniziative creative visto che ha il compito di redigere progettualità per il recupero psico-fisico di soggetti che hanno subito infortuni sul lavoro. Ma appena ha un attimo di pausa, si trasforma in pittrice. E Irene le sue produzioni pittoriche grazie ai social li racconta immediatamente mettendoli visivamente a disposizione di tutti. Come nasce la sua passione per la pittura Irene lo spiega così. “ Credo ci sia sempre stata – ci dice – da piccola passavo spesso le estati nella villa di cari zii alle pendici dell’Etna e mi piaceva osservare zio Pippo Consolo – quotato pittore ragalnese – mentre utilizzava i pennelli. I suoi gesti che diventavano concetti a colori. In uno dei suoi quadri compare pure un mio ritratto. Da lì forse l’idea di fermare le emozioni e fissarle nelle immagini”. Ma cosa è per te l’arte. È un bel concetto difficile sa sintetizzare. È certamente lo strumento espressivo capace di trasmettere le emozioni soggettive e i moti interiori ma è soprattutto ricerca e desiderio di bellezza. Quella famosa bellezza che salverà il mondo e pertanto condivisione. Questo ovviamente nella sua immediatezza perché l’arte richiede talento da coniugare a studio ed esperienza”. Le tue tele e i tuoi acquerelli sono molto luminosi: colori accesi e tinte decise. Cosa evocano? Credo che dietro ci sia il legame con la mia terra di origine – spiega – c’è sicuramente una influenza delle tinte aride dell’entroterra siciliano con i suoi paesaggi brulli e sole implacabile ma anche le tinte delle nostre coste. C’è la Sicilia in generale. Terra aspra, carica di contraddizioni ma terra di luce e colori. Terra di conquista dove ogni popolo ha preso e lasciato qualcosa dando vita a un pot-pourri di culture e colori creandone una completamente nuova e originale. Ecco: direi che ci sono i colori della multi etnia sicula”. Tra le tante cose a cui ti cimenti, la pittura però indubbiamente rappresenta lo strumenti espressivo più forte per comunicare. Non è così esclusivo – continua – in questa fase è lo strumento di elezione ma adoro anche il teatro. Dovrei cercare una via che porti al compromesso: magari dipingere in scena (ride mentre lo dice). Le tue tele sui social sono molto apprezzate. Ma indubbiamente “dal vivo” sarebbe un’altra cosa. Hai in programma qualche mostra.? “Non ho mai esposto per scelta ma sto ricevendo diverse proposte e collaborazioni anche di altro genere. Per ora però preferisco non dire troppo. Una personale comunque ci sarà”.

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