Commissione Affari costituzionali, l’opinione di Angiolo Alerci

CHI SONO I COLPEVOLI ?

Una classica buccia di banana, appositamente sistemata all’interno della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha creato una gravissima tensione all’interno della maggioranza parlamentare.
Le reazioni più pesanti sono state quelle di Renzi e di Orlando, i due candidati di maggior peso che si contenderanno tra venti giorni la prestigiosa carica di Segretario del P.D.
L’elezione di Salvatore Torrisi, appartenente all’area di Alfano, che ha battuto il candidato ufficiale del P.D. Giorgio Pagliari con un secco 16 a 11, ha determinato la feroce reazione di Renzi che ha minacciato la crisi del Governo nel caso in cui non si desse immediato rimedio a questo grave incidente.
Da più parti si vanno cercando i “traditori” e, nel contempo, Renzi ha chiesto ad Alfano di far dimettere l’eletto Torrisi.
La posta in gioco è molto alta e altrettanto chiara: la possibile crisi del Governo e nuove elezioni.
Considerato l’effetto avuto da questo incidente, forse magistralmente preparato, due potrebbero essere coloro che avrebbero organizzato questa penosa scena: Renzi o Orlando.
Renzi, che da tempo parla di elezioni anticipate o Orlando il quale cercherà di utilizzare questo incidente durante la campagna per le primarie, addossando a Renzi la responsabilità dell’ accaduto .
Maggiori gli indizi nei confronti del primo il quale da tempo parla di elezioni anticipate.
Da escludere la responsabilità di Alfano il quale sa, che nelle condizioni attuali, le eventuali elezioni anticipate potrebbero far scomparire la sua compagine dal firmamento parlamentare.
Alfano, infatti, ha invitato Torrisi a dimettersi e lo stesso Torrisi prima ha manifestato la sua volontà di lasciare l’incarico, poi ha dichiarato di volerlo mantenere costringendo Alfano ad espellerlo dal partito.
Il fatto accaduto in occasione dell’elezione del Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato è di grande rilevanza, dal momento che questa Commissione è abilitata, tra l’altro, ad esaminare i numerosi testi di riforma elettorale.

La grande confusione creatasi non fa prevedere tempi brevi per adattare il testo dell’Italicum alle richieste della Corte ed alle indicazioni date dal Presidente Mattarella.
Si corre il rischio, non solo di andare al voto con l’Italicum che presenta la grande anomalia di nominare e non eleggere il 50% dei Deputati, ma mantenere in vita la legge elettorale del Senato causa prima di ingovernabilità.
L’intera questione, purtroppo, sarà a fine mese nella mani di Renzi il quale, da comportamenti recenti, sembra non avere fatto la necessaria esperienza dopo quanto accaduto il 4 dicembre scorso con il negativo risultato del referendum.

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