Cominciata visita in Sicilia della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento Europeo

“Sono certa che riusciremo a mostrare un territorio che, lontano da stereotipi e luoghi comuni, produce e progredisce, e chiede attenzione e risorse per colmare un gap che dura da troppo tempo. La Sicilia deve dimostrare,  con la nuova programmazione 2014/2020, di sapersi allineare con le regioni virtuose d’Italia sfruttando al massimo le opportunità legate ai fondi comunitari”.

Lo afferma Michela Giuffrida, eurodeputato del Pd e componente della Commissione Sviluppo regionale del Parlamento Europeo, a poche ore dall’avvio della visita di tre giorni che la Commissione REGI compirà in Sicilia toccando Catania, Modica, Piazza Armerina ed Enna. “ Ho proposto personalmente questa missione perché, oltre a constatare quanto è stato già fatto, visitando alcuni progetti che rappresentano  “eccellenze” nel loro settore si possa avviare in loco un confronto diretto sulle criticità e sul tanto che ancora c’è da fare. DomaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, giovedì 24, dopo la visita del Parco Scientifico e Tecnologico e dello stabilimento 3SUN, assieme al responsabile del Dipartimento regionale per la Coesione, Vincenzo Falgares, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, potremo affrontare anche e soprattutto questo aspetto, per far sì che la progettualità che riguarda questo territorio, a differenza di quanto è accaduto in passato, cammini spedita.  Ci sono regioni  – sottolinea  l’eurodeputato – che con un solo ciclo di programmazione sono riuscite ad uscire dall’area di transizione e a colmare il divario che le separava da quelle a sviluppo avanzato”. Anche di questo, assieme ai rappresentanti del governo regionale, di quello nazionale e ai giornalisti che parteciperanno alla conferenza stampa che si terrà domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, alle ore 13, presso la 3SUN, si parlerà nel dettaglio. “I fondi per la Coesione – conclude l’on. Giuffrida – servono a creare sviluppo, infrastrutture, occupazione. E in Sicilia non possiamo più permetterci indugi”.

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