Come proteggere i bambini “Dall’Orco”

La storia del piccolo Loris ha fatto riflettere sull’opportunità di proteggere i bambini da orco, pedofili, malintenzionati. Ma come? “Guardando il comportamento del bambino: un bimbo che ha subito violenza e abusi è rigido nei movimenti, tende a parlare poco, è reticente al confronto con i genitori” spiega la psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb. “L’orco agisce con seduzione, cercando di agganciare il bambino con facili promesse. Genitori, entrate nel mondo dei vostri figli, passate del tempo con loro, osservateli come se fossero la vostra opera d’arte. La forza dei bambini? La presenza piena di mamma e papà”

Siracusa, 2 dicembre 2014 La storia del piccolo Loris, il bambino di 8 anni trovato morto nel Ragusano, ha fatto riflettere sull’importanza di proteggere i bambini da orchi, pedofili, malintenzionati. Qualcuno ha avvicinato il bimbo davanti a scuola e lui in classe non è mai arrivato. Il suo corpo è stato ritrovato senza slip; fatto che ha scatenato il timore nel paesino siciliano perché si pensa alla possibilità che si possa aggirare un orco.

Ma come si possono proteggere i bambini da episodi del genere? “È fondamentale, innanzitutto, prestare attenzione al comportamento del bambino, partendo da quanto ci appaiono spontanei proprio i movimenti del suo corpo: un bimbo che ha subito violenza e abusi è imbarazzato, trattiene un segreto che lo disturba, spesso appare rigido nei movimenti, tende a parlare poco anche con i genitori, non guarda negli occhi l’interlocutore, a cui in realtà vorrebbe rivelare quella cosa che lo disturba” spiega la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy.

“È bene che i genitori non si fidino ciecamente del silenzio dei bambini: non sempre il dolore e la vergogna passano attraverso una manifestazione eclatante. Non basta raccomandare di non accettare caramelle dagli sconosciuti, occorre entrare nel mondo del bambino, giocare con lui, fornirgli l‘esperienza che il genitore è presente, anche nel gioco, non solo nel dare le regole. I genitori oggi sono combattuti tra il peso della responsabilità e della preoccupazione economica e l’ignoranza sul mondo dei loro figli, che corre così velocemente verso una tecnologia sempre più complessa. È importante fidarsi della propria curiosità, del proprio amore, entrare nella loro cameretta con la curiosità di chi gli vuole bene: che cosa hanno fatto durante la giornata, come si sono sentiti riconosciuti e come invece si sono sentiti mortificati? Così sarà possibile offrire un aiuto che parta dal riconoscimento di ciò che è importante per loro. Un bambino non potrà mai confidarsi se sente la preoccupazione del genitore, perché penserà che il suo problema aumenta il problema di papà e mamma. La sorveglianza curiosa e amorevole dei genitori è oggi necessaria anche perché spesso il pericolo arriva direttamente nella loro stanza o nei luoghi per lui più intimi, attraverso un computer o uno smartphone collegato alla rete. Questa è una cosa angosciante: i luoghi che una volta erano più protetti, come la casa o la vicinanza di un genitore, oggi possono contenere anche grandi pericoli, come una chat di pedofili con cui il bambino si collega mentre fa i compiti e la mamma cucina. È difficile per un genitore gestire questa complessità e spesso o entra in ansia o fa finta di nulla, ma è proprio questo che oggi dobbiamo combattere: la desensibilizzazione” continua l’esperta.

E aggiunge: “Tenete presente che, generalmente, l’orco agisce con seduzione, cercando di agganciare il bambino con promesse e facendo leva sul suo bisogno di dipendere da qualcuno che ci tiene a lui. Ecco perché è fondamentale che mamma e papà gli trasmettano l’interesse affettivo e la cura per ciò che lui fa e sente. Un bambino forte dello sguardo dei suoi genitori difficilmente si lascerà abbindolare dalla seduzione di un malintenzionato” spiega ancora la dottoressa Spagnuolo Lobb.

“È anche importante considerare la dimensione sociale in cui vivono oggi le famiglie: la solitudine dei genitori è spesso lo sfondo sul quale si sviluppano fatti come quello avvenuto nel Ragusano. Il padre del bambino, autotrasportatore, poco presente a casa, la mamma stanca e senza una cerchia di amici con cui confrontarsi, il bambino stesso timido senza il conforto di amici con cui giocare dopo la scuola, fanno pensare a una condizione pesante per tutti, per i genitori e per i bambini, in cui i bisogni di questi ultimi passano in seconda linea. Ecco perché è fondamentale creare occasioni di condivisione sociale, sia per gli adulti che per i bambini, che possano aiutare a superare uno stato di solitudine in cui si trovano molte famiglie di oggi. La società deve farsi carico di questo bisogno delle famiglie” conclude la psicoterapeuta.

Per maggiori informazioni e interviste, la Dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb è disponibile ai seguenti recapiti:

348 7252437 – margherita.spagnuolo@gestalt.it

Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb. Psicologa psicoterapeuta, Direttore Istituto di Gestalt HCC Italy, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nelle sedi di Siracusa, Palermo, Milano. Ha introdotto in Italia le opere e il lavoro clinico dei rappresentanti più significativi della psicoterapia della Gestalt. È didatta internazionale di psicoterapia della Gestalt, invitata presso vari istituti di formazione e università italiani ed esteri.

Istituto di Gestalt HCC. L’Istituto opera dal 1979 nell’ambito della formazione e della ricerca in psicoterapia della Gestalt sia a livello nazionale che internazionale. È stato la prima Scuola di Formazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia. È riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con Decreti Ministeriali del 9 Maggio 1994, 7 Dicembre 2001, 24 Ottobre 2008 e 24 Aprile 2011 presso le sedi di Siracusa, Palermo e Milano.

L’Istituto mantiene scambi didattici e di ricerca con Università e prestigiosi Istituti di Formazione internazionali. Diffonde i risultati di tale ricerca innanzitutto attraverso il modello che caratterizza la propria Scuola di Specializzazione postlaurea in Psicoterapia della Gestalt, e inoltre attraverso programmi di formazione continua e supervisione per psicoterapeuti, master per la gestione dei team di lavoro nelle aziende, master in comunicazione e competenze relazionali. (www.gestalt.it)

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