Collegamento pullman Enna-Villarosa-S.Caterina Villarmosa, la Sais Autolinee “Con l’attuale viabilità costi insostenibili”

Un incremento di costi di oltre il 200 per cento che non possono essere sopportati dalla sola azienda. E’ così che dalla Sais Autolinee rispondono al quesito del deputato del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancellieri che nei giorni scorsi inoltrato una interrogazione all’assessore regionale alle Infrastrutture sul perchè il comune di S.Caterina Villarmosa nel nisseno da 4 mesi non è più collegato con Enna, via Villarosa, dove vi si recano tanti giovani di questo paese per frequentare scuole superiori e l’università. E’ fuor di dubbio che il motivo è l’interruzione della SS 121 che mette appunto in collegamento il comune nisseno con Villarosa e quindi Enna. La Sais Autolinee aveva continuato a garantire il servizio con percorso e mezzo alternativo. Ma dallo scorso mese di giugno è arrivato lo stop e per i cittadini di Santa Caterina inizia il calvario. In considerazione di tutto ciò l’intervento del deputato nisseno pentastellato Giancarlo Cancelleri. Secondo la normativa vigente – afferma Cancelleri – i servizi di trasporto affidati alla Sais Autolinee Spa sono da considerarsi ad ogni effetto servizi pubblici e comunque attività di pubblico interesse e, pertanto, per nessuna ragione possono essere sospesi o abbandonati”. Ma la risposta che arriva dal direttore d’esercizio della Sais Autolinee Gaetano La Jacona non lascia però ottimistiche previsioni. “Vorrei premettere che la tratta autorizzata come linea dalla Regione è S.Caterina Villarmosa – Villarosa – Enna – spiega – quindi per garantire un servizio dovremmo effettuare un percorso alternativo che rispetto ai normali 18 chilometri da S,.Caterina Villarmosa a Villarosa, con l’interruzione della SS 121, prevedrebbe un percorso di 51 chilometri attraverso la A19, da Ponte 5 Archi sino a Enna e successivamente in direzione Villarosa. In un anno sarebbero oltre 15 mila chilometri in più rispetto al normale e costi aggiuntivi per circa 37 mila euro e che da soli l’azienda non può sostenere. Lo scorso anno con non pochi sacrifici siamo riusciti a garantire tutto l’anno scolastico. Ma adesso no è più possibile. Dal maggio del 2014 attendiamo dalla Regione una risposta e chiarimenti sui come dovremmo comportarci. Ma ad oggi non è ancora arrivata”.

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