Coldiretti e Le Soste di Ulisse sul crollo sulla A-19 Palermo – Catania

 

Le polemiche sul cedimento del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania non si placano. A fare le spese dell’interruzione sono migliaia di lavoratori: dai produttori agricoli, per i quali il trasporto dei prodotti è diventato un’avventura, ai pendolari che ogni giorno attraversano l’isola per ragioni di servizio.

“Qualsiasi aumento di prezzo della frutta e verdura non è imputabile alla chiusura dell’autostrada A19 Palermo-Catania”. Lo afferma il presidente della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli, che raffredda l’allarme per una ricaduta sui prezzi della frana che ha travolto il pilone di un viadotto. “Il prezzo della benzina e gli altri costi di produzione graveranno molto sui produttori e trasportatori e il pericolo di rialzo dev’essere immediatamente tamponato dal Governo regionale – secondo Chiarelli – con provvedimenti straordinari. Non solo l’ortofrutta, ma anche il comparto florovivaistico è duramente colpito da quella che è una vera e propria tragedia per i cittadini e per l’economia siciliana. In una Regione dove lo scambio commerciale avviene sul gommato – prosegue il presidente regionale di Coldiretti- occorre ripensare ad una politica di trasporti che privilegi le autostrade del mare anche nella stessa Isola. Di certo gli agricoltori su cui quest’anno si sono abbattute numerose calamità naturali, non possono subire questa ulteriore pesante batosta economica. Lo stato di emergenza dev’essere proclamato al più presto”, conclude Chiarelli.

“Il crollo del viadotto sull’autostrada A19 Palermo-Catania ed i conseguenti disagi alla mobilità di persone e cose all’interno della regione, crea un gravissimo danno non solo all’immagine dell’Isola, ma anche alle attività turistiche”.

Lo ha detto Enrico Briguglio presidente de “Le soste di Ulisse”, l’associazione che raggruppa ristoranti e hotel di charme della Sicilia e che opera da una decina d’anni nel circuito del turismo di lusso.
Briguglio lancia un grido di allarme alle istituzioni ed a tutti i siciliani affinchè si faccia qualcosa per limitare i disagi provocati dall’interruzione dell’autostrada. “Si faccia il possibile ed al più presto per evitare lunghe deviazioni sull’asse Palermo-Catania. Il disastro geologico, per altro secondo alcuni esperti prevedibile, rischia di mettere in ginocchio la Sicilia per tutti i mesi a venire del 2015 e c’è chi dice anche oltre, ma soprattutto nel periodo più importante e fondamentale per il turismo. Così mettiamo a repentaglio un’intera economia. Siamo pronti a confrontarci con operatori del settore, addetti ai lavori e giornalisti per una mobilitazione generale”.

Fonte: Cronache di Gusto

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