Cna Enna, su Studi di Settore

CNA ENNA: ERA ORA – GLI STUDI DI SETTORE NON SARANNO PIU’ STRUMENTO DI ACCERTAMENTO

( Accolte le richieste della CNA, finalmente si cambia e si auspica la riduzione del carico fiscale alle imprese)

Finalmente una buona notizia per le Imprese, i tanto famigerati Studi di Settore, “non saranno più uno strumento di accertamento, ma di tranquillità e si auspica di riduzione del carico fiscale” esordisce così, il Presidente Provinciale Filippo Scivoli, riportando quando specificato in una circolare del Settore Fiscale Nazionale CNA, una modifica degli Studi tanto attesa che ha causato gravi danni alle imprese, ricordiamo che fu proprio ad Enna, grazie all’impegno di tutte le Associazioni territoriali, che fu organizzato un grosso convegno, per denunciare il grave torto che le imprese subivano, nello specifico all’ora il territorio di Enna era paragonato a quello di Milano, ma non solo, venne denunciato il fatto che gli studi di settore venivano utilizzati come metodo di accertamento e non come indicatori, da allora nulla è cambiato, anzi al contrario è peggiorato il rapporto tra Agenzia delle Entrate e contribuenti, che sono stati tartassati da accertamenti basati sugli Studi di Settore, rendendo vani in molti casi il ricorso alle Commissioni Tributarie.

E’ notizia che, alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Ministero dell’Economia e Finanze in linea con i principi della riforma fiscale realizzata ultimamente, sono impegnate la Commissione degli esperti degli “Studi di settore” e l’Agenzia delle Entrate; e proprio ieri 7 settembre 2016 si è riunita la Commissione degli Esperti, che ha presentato alle Associazioni di Categoria ed Ordini Professionale una serie di proposte di innovazione metodologica degli Studi di Settore, accogliendo così le richieste della CNA di capovolgere la natura stessa dello strumento.

Avremo così, dichiara Giuseppe Greca Direttore Provinciale della CNA di Enna, che gli Studi di Settore passino da strumento di accertamento a strumento che mira ad assegnare benefici alle imprese in termini di tranquillità nel subire accertamenti induttivi da parte dell’Agenzia delle entrate. Il nuovo strumento, non assegnerà più un valore dei ricavi di congruità puntuale, ma solamente uno strumento di selezione delle imprese da sottoporre a controllo che, se da una parte favorisce la compliance, che è un dato sintetico che fornisce, su scale da 1 a 10, il grado di affidabilità del contribuente, dall’altra conferisce quella tranquillità fiscale alle tante imprese in regola con la conferma dell’esclusione dalla possibilità di subire controlli, ossia i benefici dell’attuale sistema premiale. Più alto è il grado della compliance, più è favorito il contribuente nel sistema premiale, che tra l’altro prevede la esclusione di alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità.

Naturalmente, conclude Greca, aspettiamo notizie più complete del nuovo metodo, possiamo solo dire per ora che gli indicatori ( finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità e che oltre ai ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito di impresa, l’auspicio quindi è che a questo nuovo ed importante traguardo sia associato l’ulteriore beneficio di accordare una riduzione della pressione fiscale per coloro che superano una determinata soglia di affidabilità-compliance.

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