Cna Enna su Dimissioni Online

Dimissioni Online: procedura troppo cervellotica che danneggia le imprese

Enna 17/02/2014 – Dal 12 Marzo 2016 chi vorrà rassegnare le proprie dimissioni dovrà fare i conti con una nuova procedura più lunga e complessa. Si tratta di dimissioni online, presentate dal Governo come uno strumento efficace e moderno per sconfiggere la piaga delle dimissioni in bianco, ma rischiano di diventare un incubo per le imprese.
Il lavoratore deve comunicare la volontà di dimettersi esclusivamente online ed entrare in possesso di alcuni moduli forniti dal Ministero del Lavoro e inviarli al datore di lavoro.
Si tratta di una procedura che richiede un iter telematico complesso, che il lavoratore può compiere autonomamente accreditandosi precedentemente presso l’INPS e inserendo dati relativi al datore di lavoro di difficile reperimento, oppure avvalersi dell’aiuto di un Patronato, affinché le sue dimissioni siano valide. Per le lavoratrici in gravidanza o per i genitori, durante i primi 3 anni di vita del bambino, le dimissioni devono essere convalidate dalla direzione territoriale del lavoro. Una modalità complicata ma obbligatoria, con sanzioni da 5mila a 30 mila euro per chi non la rispetta o per le imprese che alterano i moduli di dimissioni.
Questa nuova modalità telematica preoccupa però la CNA di Enna e il suo Presidente, Filippo Scivoli, sempre attento alle esigenze degli imprenditori, è intervenuto sulla questione:
Comprendiamo la necessità di contrastare la pratica delle dimissioni in bianco, ma nell’individuare la soluzione è scivolata la mano verso una procedura complessa, farraginosa che spesso richiede anche l’ausilio del datore, senza tenere conto che spesso si presentano le dimissioni alla luce di un rapporto conflittuale tra le parti. Oltre il fatto che nella provincia la copertura della rete e l’uso di internet e delle procedure telematiche non è nella disponibilità di buona parte dei lavoratori e delle aziende.
La comunicazione infatti, potrebbe giungere il giorno successivo presso l’azienda o essere vista solo dopo alcuni giorni, e ciò espone il datore ad una sanzione fino a 500 euro. Purtroppo questo è il migliore dei probabili inconvenienti.
Il rischio è che le imprese, – continua il presidente di CNA – dinnanzi un rapporto deteriorato che tarda ad interrompersi per la complessità della procedura possano trovarsi costrette ad avviare procedure di licenziamento, onerose sia in termini finanziari che in termini di efficienza aziendale.
La procedura infatti potrebbe richiede giorni per essere completata. Durante questo periodo in cui il lavoratore non si presenta a lavoro l’impresa può avviare un procedimento disciplinare che solo dopo un periodo di circa due settimane può concludersi con il licenziamento e che costa all’impresa il ticket NASPI.Circa 500 euro per anno.
Il rischio di fare passi falsi è elevato e questo ci preoccupa e purtroppo ci sosta. Così la CNA si oppone e continua a sollecitare le istituzioni chiedendo di modificare la norma, per agevolare gli imprenditori ed evitare ulteriori aggravio per le imprese.”
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