Cisl Sicilia su riforma costituzionale

Nel prossimo autunno gli italiani andranno a votare, con un Sì o con un No, al referendum confermativo della riforma della seconda parte della Costituzione del 1948. La legge costituzionale di revisione è stata approvata in via definitiva dal Parlamento a conclusione di un iter complesso e del doppio voto di ciascuna Camera, il 12 aprile di quest’anno. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale qualche giorno dopo, il 15 aprile. Ha messo il punto a un dibattito sulla riorganizzazione dello Stato che s’è protratto per decenni e che si è sviluppato attraverso commissioni, interminabili dibattiti, convegni di ogni segno e gli insuccessi di ben tre Bicamerali: la Bozzi (1983-85), la De Mita-Iotti (1993-94) e la D’Alema (1997-98). La riforma varata dal Parlamento secondo le procedure rigidedell’articolo 138 della Costituzione vigente, punta a superare il bicameralismo paritario, a rendere più snello e meno oneroso l’iter legis. E ridefinisce la ripartizione delle competenze tra lo Stato e le Regioni.

Al tema la Cisl ha recentemente dedicato un convegno nazionale. E in vista della scadenza, iniziative sono in programma in tutte le regioni. “Siamo convinti – ha ripetuto la leader Annamaria Furlan in occasione del dibattito di Roma – che instabilità e confusione non servano. C’è bisogno di assetti istituzionali e tempi legislativi che diano certezza allo sviluppo del Paese. E abbiamo bisogno di stabilità per far ripartire l’economia”. Ma, ha aggiunto, “la stabilità da sola non basta, deve essere mirata alla politica economica che deve essere impostata a investimenti e crescita”. Per la Cisl è fondamentale, inoltre, la revisione del titolo V della Costituzione. Al riguardo nel testo di riforma “ci sono novità attese da anni”, ha affermato Furlan.
Per il segretario della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, “un assetto costituzionale e istituzionale più semplice, razionale e moderno, aiuta la ripartenza dell’economia. È ciò di cui c’è bisogno. Di semplificare, riducendo le duplicazioni; di tempi certi, a cominciare dal procedimento di approvazione delle leggi. Di rapidità dei processi e nelle decisioni di governo. Se il Mezzogiorno e la Sicilia hanno sofferto più di altri la crisi di questi anni, una responsabilità è anche della farraginosità del sistema, che rifletteva certo la realtà del 1948 ma che ora si presenta per tanti versi obsoleto”. Per il numero uno della Cisl Sicilia, inoltre, “è importante che la partecipazione democratica abbia garanzie di ascolto in Parlamento”. Per questo “riteniamo interessante quanto previsto dal legislatore costituzionale, nel nuovo testo, riguardo alle leggi di iniziativa popolare”.
Di seguito la riforma costituzionale in versione integrale, comparata con la Costituzione vigente; un’analisi della riforma “spiegata facile facile”. Le conclusioni di Furlan al convegno Cisl sulle riforme costituzionali dell’11 luglio 2016. E i principali punti della riforma, illustrati con una grafica.
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