Cia Enna, Il presidente Giovanni Trovati lascia per fine mandato

Ecco la lettera non poco polemica che il presidente provinciale uscente della Cia Giovanni Trovati ha inviato all’assessore regionale all’Agricoltura Bandiera e che ancora una volta evidenzia il mancato pagamento delle misure a superficie PSR 2015-2020

La presente missiva, che indirizzo simbolicamente all’Assessore Edy Bandiera, rappresenta la mia relazione di fine mandato dopo 4 anni di Presidenza della Confederazione Italiana Agricoltori di Enna. Non è un addio ma solamente una relazione di fine mandato che vuole però offrire un punto di vista forte sul settore agricolo e la sua rappresentanza.

In qualsiasi economia avanzata il ruolo delle rappresentanze agricole è quello di fare lobbying per ottenere stanziamenti a favore dei propri associati. Solitamente questo si traduce in guerre politiche aspre tra categorie e/o regioni geografiche diverse soprattutto in concomitanza delle approvazioni dei bilanci previsionali europei, nazionali o regionali. In Sicilia invece no (l’ho imparato in questi 4 anni). I soldi a noi li stanziano di default quasi automaticamente come è avvenuto con il Programma di Sviluppo Rurale 2013/2020 dove abbiamo ottenuto per l’agricoltura siciliana 2,2 miliardi di Euro da spendere entro il 2020. Il problema dell’agricoltura siciliana è invece la nostra amministrazione. Ebbene, dopo che si è ottenuto questo importante stanziamento (il più grosso di Italia), dopo che sono usciti i bandi che dettano le regole per accedere a questi fondi, dopo che sono uscite le graduatorie che decidono chi sono i beneficiari di questi contributi, “finalmente” entrano in gioco le rappresentanze agricole al fine di chiedere “per favore” di effettuare i bonifici di quanto dovuto agli agricoltori. Perché oggi è questo il nostro ruolo, per lo meno in Sicilia. Il recupero crediti nei confronti della amministrazione regionale che sebbene abbia la disponibilità finanziaria (la cassa è di AGEA e non della regione) non è in grado di far pagare le spettanze. Si ben chiaro che parliamo di incapacità amministrativa e non di problemi di cassa. Prendo ad esempio il bando Biologico 2015. Sono passati ormai tre anni dall’emanazione del bando e si sta assistendo solamente ad un rimpallo di responsabilità tra Assessorato e Agea, l’ente pagatore nazionale. Ed intanto la matassa burocratica si sta intrecciando sempre più e sembra che ormai nessuno riesca più a trovarne il capo. Nel mio pellegrinare tra Palermo e Roma alla ricerca di una soluzione mi sono anche imbattuto in una relazione dell’AGEA che porta la Regione Siciliana come esempio negativo, una case history al contrario. Ma a questo possiamo aggiungere anche tanti altri esempi negativi di gestione dei fondi europei come la riduzione della compensativa a sorpresa, il blocco da parte del TAR del bando fatto malissimo Biologico 2013, ecc. Gli agricoltori li conoscono bene i problemi degli ultimi 4 anni. Non c’è bisogno di ricordarglieli.
Ovviamente ne il riscaldamento globale ne gli istituti di credito sono disposti ad aspettare ulteriormente. La siccità, che ormai è continua cioè che dura da marzo 2017 ininterrottamente, ha prima provocato danni alle colture permanenti quali frutta, mandorle e olivo durante l’estate ed adesso pregiudica il raccolto 2018 senza tralasciare di aumentare i costi degli allevamenti che solitamente durante l’inverno avevano erba fresca (gratuita) da brucare.
Il tempo che si impiega in questa attività di “recupero crediti” assorbe praticamente tutta l’attività di rappresentanza o almeno per me così è stato. Difficilmente trovi tempo per fare altro come per esempio sollecitare la riforma tanto attesa dei Consorzi di Bonifica.
Venerdì scorso ad Agira ho presenziato l’ennesima riunione di agricoltori presi in giro da quest’amministrazione matrigna con cui abbiamo deciso di dichiarare lo stato di agitazione.

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