Chiusura della Prefettura di Enna; le reazioni del mondo politico, imprenditoriale, sindacale e delle forze dell’ordine

Enna. Pd On. Maria Greco contraria all’ accorpamento della prefettura di Enna con Caltanissetta

  A Enna scende in campo la parlamentare del Pd On. Maria Greco a difesa della prefettura dopo il  taglio di 23 prefetture contenuto in uno schema di decreto che riorganizza il ministero dell’Interno e che è stato inviato ai sindacati.

Le prefetture diventeranno come previsto  nel provvedimento  80, rispetto alle attuali 103 entro il 31 dicembre 2016.

Sul provvedimento comunicato ai sindacati la parlamentare del PD On. Maria Greco esprime forte contrarietà per la scelta di accorpare la prefettura di Enna e Caltanissetta è chiede un ripensamento da parte del governo.

L’ On. Maria Greco evidenzia come la sua soppressione determinerebbe inevitabilmente anche la scomparsa di altri enti quali la questura, il comando dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco tenuto conto che sono organismi presieduti dal prefetto all’interno del Comitato per la sicurezza.

 

“La prefettura costituisce un presidio per la legalità – ha dichiarato l’on. Greco –  il provvedimento impoverisce il territorio ennese perché verrà meno la presenza dello Stato, la difesa del territorio, il controllo, e tutte le altre competenze, l’ accorpamento della prefettura – continua l’ On. Maria Greco – determinerebbe inesorabilmente non solo un indietreggiare della presenza forte e vicina dello Stato, ma avrebbe anche notevoli ripercussioni occupazionali in un territorio già spogliato di numerose realtà istituzionali”.

 

La parlamentare del Pd evidenzia il ruolo importante della prefettura sul versante economico e sociale.

 

“La prefettura di Enna – ha detto l’ On. Maria Greco – ha giocato un ruolo chiave in diverse partite fondamentali per l’intero territorio, ci sono alcune funzioni – continua l’ On. Maria Greco – che non possono essere tolte  dal territorio, e tra queste rientrano sicuramente le esigenze legate all’ordine e sicurezza pubblica, alla tutela dell’integrità alla vita derivante da calamità naturali, in materia di difesa civile, della mediazione sociale, dell’immigrazione”

 

Il Prefetto, per tramite i propri uffici,  nella sua veste di organo super partes, svolge un’intensa attività di mediazione, riuscendo ad incanalare le molteplici iniziative e gli interventi programmati dagli enti locali verso un disegno unitario e coerente, a garanzia della coesione istituzionale e sociale e a tutela dei cittadini.

”Sono sempre più frequenti i  – ha dichiarato l’ On. Maria Greco – i casi in cui il Prefetto è investito di funzioni che, ancorché non codificate, risultano strettamente connesse alla sua posizione funzionale,  mi riferisco  – precisa l’ On Greco – in particolare all’attività di mediazione svolta con riferimento alle aziende in crisi, spesso la sua funzione di raccordo è importantissima e decisiva”.

 

L’On. Maria Greco chiederà l’opportunità di sospendere il provvedimento soppressivo della prefettura e invita tutte le forze , istituzionali, sociali, sindacali e produttive a manifestare congiuntamente a favore del mantenimento della prefettura Ennese.

 

“Sulla vicenda auspico – ha detto l’ On. Maria Greco – un sinergico impegno da parte di tutta  la deputazione regionale ennese per scongiurare l’ accorpamento della prefettura , nell’ esprimere solidarietà alle sigle sindacali,  mi auguro che in tutti i comuni ennesi siano deliberati nei rispettivi consigli comunali ordini del giorno a favore del mantenimento della prefettura,  tutto questo – conclude l’ On. Maria Greco – deve precedere le iniziative che verranno organizzate successivamente per ribadire e richiedere fermamente la presenza dello Stato attraverso la prefettura”  .

 

Sul versante sindacale subito dopo aver ricevuto il decreto che rientra nella riforma Madia sono scattate le proteste da parte dei sindacati che hanno proclamato lo sciopero per martedì 22 settembre.

Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa criticano la nuova organizzazione del ministero dell’Interno “In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione e della sicurezza, il governo pensa di chiudere 23 prefetture. Un arretramento inaccettabile dello stato dal territorio, che rischia di lasciare nel caos cittadini e lavoratori”. Per i sindacati si tratta di un provvedimento “sbagliato e intempestivo”.

E annunciano per il 22 assemblee che si svolgeranno in contemporanea in tutte le 23 prefetture a rischio chiusura.

CISL ENNA: NO CHIUSURA PREFETTURA , BATTERSI PER DIFENDERE IDENTITÀ TERRITORIO

La paventata chiusura di vari organi dello Stato Prefettura , Questura, VV.FF. ecc. conferma della volontà del Governo di ritirarsi dal territorio Ennese, un arretramento inaccettabile che se realizzata porterà caos e difficoltà ai cittadini e lavoratori.

In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione e della sicurezza, questo governo adotta misure di vero e proprio ridimensionamento dei presidi di legalità e sicurezza sul territorio.

La riorganizzazione dei servizi sul territorio non si fa smantellando lo Stato e lasciando nell’incertezza il personale che serve a garantire coesione sociale, integrazione e convivenza civile.

È opportuno che tutte le organizzazioni sociali e istituzionali Ennesi vengano sensibilizzati e coinvolti adeguatamente poiché, se si realizza detta chiusura degli organi dello Stato, i problemi per i cittadini e per le nostre comunità locali saranno notevoli.

Pertanto bisogna reagire con forza per rivendicare non solo la presenza dello Stato nel territorio Ennese ma anche per difendere l’ identità e il diritto di cittadinanza messi in discussione.

Enna, 11 settembre 2015

IL SEGRETARIO TERRITORIALE CISL

Tommaso GUARINO

 

 

Prefetture: Pagliaro (Cgil), no alla soppressione a Enna. “Dal governo
ancora una volta spending review scriteriata”

Palermo, 11 set- “Ancora una volta il Governo mette in campo una
spending review con i criteri dei tagli lineari, senza aggredire la vera
spesa inutile e improduttiva e creando problemi ai territori, ai
cittadini e ai lavoratori”: lo dice il segretario generale della Cgil
Sicilia, Michele Pagliaro, a proposito della soppressione di 23
Prefetture, tra cui quella di Enna, decisa dall’Esecutivo. “Per quanto
riguarda Enna – afferma Pagliaro- è un deciso attacco a un territorio
che già sconta grandi problemi sotto il profilo economico, sociale,
occupazionale e che non può consentirsi che a questi si aggiungano
quelli che inevitabilmente creerà il venire meno di un presidio di
legalità come la Prefettura”. Per Pagliaro “la logica è la stessa di
quella con cui si è proceduto alla riforma delle Province. Ma in questo
caso- osserva- è certamente un segnale negativo, nella difficile fase
che stanno attraversando il Paese e la Sicilia, il venire meno di un’ un
istituzione che conferma la presenza dello Stato, quando ci sono ambiti
come la lotta alla mafia, la gestione delle problematiche legate
all’immigrazione, le tensioni di vario genere legate alla crisi che
richiedono invece una presenza forte e capillare dello Stato”.

Riorganizzazione Prefetture in Sicilia, Piccione (INTESA FP): Solo Enna coinvolta, ma sarebbe da evitare anche questo.
 
“Rispetto a quanto si preannunciava qualche mese fa, è stato fatto un passo avanti, ma Enna è un territorio con delle criticità e non può essere privata anche dell’Unità di Governo.
 
Questo il commento di Giuseppe Piccione, Segretario INTESA FP in Sicilia, dopo aver preso visione della bozza del Ministero dell’Interno inerente gli accorpamenti delle Prefetture nella regione.
 
La provincia ennese – continua il sindacalista -, ha già subito recentemente la soppressione della Ragioneria Territoriale dello Stato e del Tribunale e Carcere a Nicosia. Pensare di accorpare la Prefettura e le relative funzioni a Caltanissetta, non lo si può condividere.
 
Come Organizzazione Sindacale, siamo da sempre favorevoli alle politiche che portano al risparmio della spesa, la famosa spending rewiew, – aggiunge Piccione -, ma a patto che si tratti di tagli sensati e non propagandistici che creano false illusioni su risparmi in fondo inesistenti.
 
Quindi – conclude il Segretario -, riteniamo un grave errore eliminare l’unica espressione del Governo Nazionale da ogni provincia, soprattutto in una regione come la Sicilia.”
 
(Palermo, 11.09.2015)

Ordine del giorno su soppressione Prefettura di Enna.

Si comunica che i sottoscritti consiglieri comunali appartenenti ai gruppi consiliari PDR, PATTO PER ENNA , AMARE ENNA ed ENNA RINASCE, hanno presentato un Ordine del Giorno urgente per trattare l’argomento al prossimo consiglio comunale;

O.D.G.

Premesso:

      • che la riforma della P.A. seppur necessaria non può prescindere dal territorio e delle legittime esigenze dei cittadini;

      • che il Ministero dell’Interno ha predisposto uno schema di decreto che prevede, entro il 31 dicembre 2016, la soppressione di 23 prefetture e tra queste la Prefettura di Enna che verrebbe accorpata a quella di Caltanissetta;

Considerato:

      • che il provvedimento anzidetto, anticipando la riforma Madia, rischia di essere sganciato da una visione organica e razionale della riorganizzazione dello Stato;

      • che la cancellazione della prefettura di Enna, comporterà inevitabile disagio a lavoratori e cittadini ed indebolirà certamente il presidio delle forze dell’ordine nel nostro territorio;

Ritenuto:

      • che il tutto determinerà un arretramento nella nostra realtà dei presidi di legalità, in un momento peraltro di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione e della sicurezza;

Tenuto conto:

      • che vogliamo mantenere, alla pari degli altri Comuni capoluogo siciliani le prerogative di comune capofila del Libero Consorzio Comunale di Enna;

SI CHIEDE

Alla S.V. la convocazione di un consiglio comunale in seduta aperta, invitando S.E il Prefetto, il Questore, la deputazione nazionale e regionale.

ENNA. GIBIINO (FI): GRAVE ERRORE CHIUDERE LA PREFETTURA. LO STATO NON ARRETRI
“E’ impensabile che in un momento tanto complesso per la nostra terra, alle prese con un’emergenza migratoria senza precedenti, si pensi di tagliare la prefettura ad Enna, sancendo l’abbandono del territorio da parte dello Stato. Palazzo Chigi e il Viminale rivedano i tagli, nella consapevolezza che in una terra come la Sicilia, dove è doveroso non abbassare la guardia nei confronti dell’antistato, lo Stato non può e non deve arretrare. In tal senso presenterò, insieme ai senatori siciliani di Forza Italia, un’interrogazione parlamentare”, così il senatore Vincenzo Gibiino, coordinatore regionale azzurro in Sicilia e membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

E’ di queste ore la pubblicazione del decreto del Ministro dell’Interno con il quale anche la Prefettura di Enna, viene accorpata a quella di Caltanissetta.

L’eliminazione della prefettura come già per altre Istituzioni centrali dello Stato in territorio (Banca d’Italia, Tesoro, eccc…) è l’ennesimo scippo oltre all’accorpamento della Camera di Commercio con Palermo, che subisce la provincia di Enna , “ Questa – dichiara Rosa Zarba segretario prov.le di Confartigianato – è l’ennesima battaglia persa della nostra città. Una lotta per il mantenimento dei servizi ai cittadini ed alle imprese che, purtroppo, ha visto protagoniste solo alcune realtà centrali e che non è stata combattuta da alcuna forza politica!”

Senza fare sconti anche ai cittadini Ennesi , da troppo tempo assenti come opinione pubblica dal dibattito sul loro stesso destino come comunità e sugli strumenti per uscire da una condizione di crisi endemica, si deve evidenziare in pieno l’ignavia, il pressappochismo, l’impreparazione ed il personalismo ed aggiungo il “menefreghismo”fine a se stesso palesati da una classe politica, ancora una volta del tutto inutile rispetto alle vere ed importanti sfide per il futuro della nostra collettività, a tutto vantaggio dello sviluppo dei territori circostanti.”

Infatti, l’accorpamento delle Prefetture –continua il Presidente Gulina -porterà con sé la chiusura o il ridimensionamento delle Questure, e dei vai Corpi di Polizia , sicché per tutti i servizi di emergenze e tutela del territorio si dovrà fare riferimento ad istituzioni lontane che non potranno garantire né l’immediatezza degli interventi, né la sicurezza del territorio.

Abbiamo sempre sostenuto che solo i servizi erogati dallo Stato a tutti i cittadini, ai costi contenuti che solo lo Stato può sostenere, consentono di costruire quelle condizioni macroeconomiche da cui nasce lo sviluppo economico e sociale dei territori. Sottraendo questi servizi, si condanna la collettività alla stagnazione (attuale) ed alla povertà (prossima)! Dietro le roboanti ed inutili pseudo-riforme della Pubblica Amministrazione, questo è il vero senso delle politiche dei Governi degli ultimi quindici anni, compreso, se non soprattutto, l’attuale: concentrare le risorse ed i servizi solo in alcune zone del Paese e creare in quei bacini le condizioni dello sviluppo per favorire lo spostamento sociale verso quei territori . Di sicuro, l’ipotesi di accorpamento comporterà molte implicazioni, non tutte facili da risolvere. 

Il Viminale ha calcolato che ogni ufficio sul territorio svolge 257 tra funzioni e procedure, non solo sicurezza, ma anche immigrazione, protezione civile, questioni elettorali e amministrative di tutti i generi. Nel 2013 i prefetti di tutta Italia hanno svolto circa 2.500 mediazioni tra aziende in crisi, vertenze e altre questioni sociali.

Per questi motivi, conclude il Segretario Rosa Zarba “contrasteremo qualsiasi disegno che miri a cancellare il territorio Ennese , soprattutto stimolando l’opinione pubblica a prendere coscienza del grave problema ed a diventare, finalmente, soggetto principale del proprio sviluppo”. 

IL SINDACO FABIO VENEZIA CONTRARIO ALLA SOPPRESSIONE DELLA PREFETTURA DI ENNA

La possibile soppressione della Prefettura di Enna, desta parecchie preoccupazioni per le ripercussioni negative sul versante della sicurezza e della legalità in un momento particolarmente delicato per il territorio ennese. L’importante e delicatissimo lavoro svolto con grande impegno e dedizione dal Prefetto Fernando Guida, conferma inoltre quanto sia fondamentale anche per gli amministratori del territorio avere un saldo punto di riferimento nei momenti di difficoltà”.

Il sindaco Fabio Venezia ha così manifestato il proprio disappunto in merito alla paventata decisione da parte del parte del Governo nazionale di sopprimere, nell’ambito dei tagli previsti dalla spending review, la Prefettura di Enna e il suo successivo accorpamento, dal 1 gennaio 2017, con quella di Caltanissetta.

Come emerge dalla relazione della Direzione Nazionale Antimafia del primo semestre 2014 e come dimostrato dalle operazioni “More solito”, “Homo novus”, “Go kart”, “Zero in condotta” e “Discovery” effettuate della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta – ha proseguito il primo cittadino – la Provincia di Enna e’ ritenuta zona d’influenza di Cosa Nostra nissena e catanese, con tutta la sua pericolosità e i suoi affari. Il fenomeno mafioso e’ ben radicato e, nonostante l’attività investigativa e i numerosi arresti, ha una grande capacità di ristrutturarsi e riorganizzarsi con vecchi e nuovi referenti locali. Sopprimere un fondamentale presidio dello Stato del territorio, in un contesto compromesso dall’oppressione mafiosa, significherebbe nei fatti una sconfitta per tutti”.

E a supporto di quanto dichiarato annuncia:“Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico per investirlo di questa delicatissima questione”.

PREFETTURA ENNA, IL VICE PRESIDENTE VICARIO ARS VENTURINO: “NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’UFFICIO DEL GOVERNO, UNA SCELTA MIOPE ED INOPPORTUNA”

“No alla soppressione della Prefettura di Enna. Pur condividendo il taglio di tante spese inutili sulle spalle dello Stato e della Regione, nell’ottica della “spending review” non si può tagliare la presenza dello Stato e del Governo nell’area ennese, si tratta di una scelta miope e inopportuna che rischia di permettere alla mafia di riappropriarsi del territorio e questo non ce lo possiamo permettere”. E’ quanto afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino. “Siamo in Sicilia e anche la Prefettura di Enna è un indispensabile presidio dello Stato sul fronte della lotta alla criminalità e alla mafia per l’affermazione dei principi di legalità, di sicurezza e di controllo del territorio. Di recente – prosegue Venturino – sono stati soppressi la Ragioneria territoriale dello Stato, il Tribunale e il carcere di Nicosia e penso che abbiamo già dato il nostro contributo al contenimento della spesa, ma Enna e le città limitrofe non possono essere sempre le uniche a pagare per i tagli. Inoltre nessuno – aggiunge Venturino – ha riflettuto forse sulle conseguenze che questa decisione potrebbe avere sulla vita e sulle dinamiche familiari del personale che opera in Prefettura a Enna e a tutti quei disagi che comporterebbe l’eliminazione della sede”, conclude Venturino.

 

CNA: NO ALL’ENNESIMO SCIPPO AL TERRITORIO

( La chiusura della Prefettura darà il colpo finale al nostro già martoriato territorio)

Condanna ed indignazione da parte della CNA di Enna per la notizia diffusa sulla soppressione della Prefettura di Enna ed il relativo accorpamento a quella di Caltanissetta. Al riguardo dichiara il Presidente Provinciale della CNA Mauro Todaro: “ siamo preoccupati ed indignati di quello che sta accadendo, un disegno che ormai va avanti da parecchio tempo, perpetrato da chi vuole fare scomparire Enna anche togliendo la presenza legalizzante dello Stato. Infatti, dopo la chiusura della Banca d’Italia, l’accorpamento della CCIAA con quella di Palermo, la chiusura dell’ENEL, della Telecom, dell’ASI anche questa accorpata a Caltanissetta, si paventa la chiusura della Prefettura di Enna, con la conseguente soppressione dei Comandi Provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e della Questura. Siamo molto preoccupati, non solo per le nostre imprese e le nostre famiglie, ma altresì per tutti i cittadini he potrebbero essere soggetti a soprusi da parte di qualsiasi organizzazione malavitosa. La mancanza della presenza dello stato lascerà infatti noi indifesi ed il territorio non controllato. Tale soppressione avrà una grave ricaduta economica ed inoltre comporterà un aumento della crisi occupazionale e la perdita di centinaia di posti di lavoro. Siamo allarmati per la mancata presa di posizione da parte della classe politica che non ha fatto ciò che le competeva in maniera decisa e determinata, i nostri politici sia a livello nazionale che regionale, hanno nicchiato. A questo punto è inutile lanciare avvisi e dichiarazione di contrarietà alla chiusura, occorrendo una volte per tutte comprendere che il problema va condiviso e che riguarda tutti i comuni della ex provincia e non solo il capoluogo. Gli fa eco il Direttore Provinciale Giuseppe Greca, siamo preoccupati per le nostre imprese, che oltre al grave momento di crisi che stanno attraversando, subiranno il mancato controllo da parte dello Stato sul territorio. Non possiamo permettere che quest’ultimo venga considerato solo per essere utilizzato come pattumiera di rifiuti nucleari; occorre quindi che in questo momento di estrema emergenza, venga abbandonata ogni forma di contrapposizione e divergenza, impegnandoci ad un’unità di intendi volta ad evitare che questo progetto contro la nostra provincia vada avanti. Dobbiamo trovare assieme le soluzioni necessarie, facendo si che ognuno di noi, in base al proprio ruolo e al livello di responsabilità che occupa, non si esima dal dare il proprio contributo fattivo e concreto. La nostra Organizzazione – conclude il Presidente Todaro -t nell’interpretare la volontà e l’esigenza, prima degli imprenditori e poi di tutti gli abitanti del territorio, ha coinvolto ed informato i vertici regionali e nazionali affinchè anche essi intervengano nei confronti del Governo. Facciamo inoltre un appello a tutti i cittadini affinche si mobilitano e non abbassino la guardia per eviare quello che potrebbe rappresentare l’ennesimo e forse mortale colpo inferto al nostro già martoriato territorio, ovvero la chiusura della Prefettura.

“ E’ inammissibile questo arretramento dello Stato nei territori. La presenza dello Stato nella figura del suo Prefetto in Provincia, non può  e non deve venir meno” questo quanto affermato in coro dai Giovani di Forza Italia della Provincia di Enna coordinati d Boris Marchì e dalla vice Melania Scorciapino in seguito alla decisione del Governo di ridurre le 103 Prefetture attuali a 80, tra le quali compare quella di Enna che entro la fine del 2016 dovrebbe accorparsi con quella di Caltanissetta. Il Rappresentante dei Giovani in Provincia Boris Marchì aggiunge che “in un periodo storico del genere alle prese con la pesante crisi economica e con un problema immigrazione che continua sempre più a insorgere il processo di spending review non può compromettere la sicurezza dei Cittadini e dei lavoratori, il Governo tagli le spese improduttive. Un grave errore, controproducente al tempo stesso, eliminare la Prefettura.” In tal senso i Senatori di Forza Italia presenteranno un Interrogazione parlamentare nei prossimi giorni. Vincenzo Gibiino Coordinatore di Forza Italia in Sicilia spera che ” Palazzo Chigi e il Viminale rivedano i tagli, nella consapevolezza che in una terra come la Sicilia, dove è doveroso non abbassare la guardia nei confronti dell’antistato, lo Stato non può e non deve arretrare”

NOTA PER LA STAMPA

ON. ALLORO: “CONTRO LA SOPPRESSIONE DELLA PREFETTURA ATTI CONCRETI”

Enna 13/09/2015 – “Per contrastare la nefasta decisione di accorpare la Prefettura di Enna con quella di Caltanissetta e tutto ciò che di negativo con ogni probabilità ne seguirà è necessario mettere in campo atti concreti a difesa del territorio andando al di là delle parole e delle sterili invettive”.

Con questa parole il Deputato Regionale democratico, Mario Alloro, annuncia una serie di iniziative volte a far rivedere al Governo Nazionale la decisione di accorpare la Prefettura di Enna con quella di Caltanissetta.

Credo che sia necessario fare fronte comune tra tutte le rappresentanze istituzionali, politiche, sociali e sindacali – spiega Alloro – nessuna esclusa, cominciando dal coinvolgimento diretto di tutti i sindaci, della deputazione regionale e nazionale, affinché l’interlocutore del Governo Nazionale sia unico e compatto, senza differenziazioni di appartenenza”.

Per quanto riguarda il mio ruolo di parlamentare regionale, mi farò parte attiva, attraverso la presentazione di un apposito ordine del giorno affinché sin da subito il Governo regionale ed, in particolare, il Presidente Crocetta, possa prendere concretamente posizione a difesa dell’imprescindibile riferimento per la sicurezza del territorio qual è la Prefettura e tutti gli altri presidi di sicurezza che rischiano di essere anch’essi depotenziati se non addirittura cancellati”.

Togliere la prefettura e diversi altri punti di riferimento significa mortificare e umiliare un territorio togliendo la storia, la cultura, le origini e l’orgoglio di appartenenza. Questo in sintesi l’intervento che l’ex consigliere provinciale Giuseppe Regalbuto sul taglio delle prefetture voluto dal governo nazionale Renzi che passano da 103 a 80 unità. In Sicilia viene depennata solo la prefettura di Enna che sarà accorpata con Caltanissetta. “Va condannato fortemente questo ultimo scippo al territorio – afferma Regalbuto – ma anche va dato nome e cognome a chi continua a calpestare i diritti della gente e di una intera provincia: sono il partito del Pd e Ncd che da tre anni a questa parte ci hanno abituato a varie mortificazioni ai servizi per la gente, vedi il tribunale di Nicosia e i vari presidi dei giudici di Pace”. Ma la critica dal governo nazionale si estende anche a quello regionale e si comprende come le figure politiche dell’ennese sarebbero coinvolte a questo fallimento. Va condannato anche il governo regionale che da diversi  anni mortifica e umilia il nostro territorio e tutte le e altre provincie che con un colpo di spugna ha tolto la storia, la cultura, le origini e anche Regalbuto da un nome e cognome. “ Per la soppressione delle province – continua Regalbuto – chi ha mortificato il territorio sono il Pd e il M5S. Un governo regionale che ha commissariato la camera di Commercio, tolte e accorpato le Asi industriali, ma in modo particolare chiuso ospedali, che non pensa ai precari di tutte le fasce e categorie, agli ex Rmi”. La critica si estende anche al problema dei forestali che ancora non hanno iniziato i 78 giorni previsti e i forestali antincendio.  “ OggiAggiungi un appuntamento per oggi esiste il serio pericolo – conclude Regalbuto – di perdere anche i comandi provinciali dei carabinieri, finanza e questura. Tutti i deputati nazionali, regionali, segreterie politiche e sindaci che appoggiano questo governo nazionale e della regione Siciliana non possono dare solidarietà se sono i primi a votare o sostenere queste riforme che mortificano il territorio, umiliano enti come la prefettura e diversi altri presidi”. E’ quindi una ferma condanna a tutti quei politici che si nascondono dietro la solidarietà ma soggetti al richiamo della “padrona” poltrona.

UNIMPRESA. PUGLISI: “I COLPEVOLI SI PRENDANO LE LORO RESPONSABILITA’”

Pensando alla chiusura della Prefettura ciò che balena subito alla mente è la conseguente mancanza della presenza dello Stato per le attività del nostro territorio, ovvero meno controllo e poca presenza di legalità. L’indignazione che si legge in questi giorni sui giornali da parte della politica, dei rappresentanti sindacali, del mondo del lavoro e dell’opinione pubblica lasciano per certi versi un po’ l’amaro in bocca perché non si capisce come mai oggi siano tutti in prima linea a protestare per un fatto gravissimo come la chiusura della Prefettura.

La chiusura della Prefettura non è da intendersi come l’inizio di una fine preannunciata, essa altro non è se non il risultato di politiche fallimentari e di una opinione pubblica assente. La cancellazione dell’identità del nostro territorio, tanto messa in evidenza da chi oggi si erge a paladino della giustizia, ha iniziato la sua discesa già negli ultimi 15-20 anni quando poche e molto pacate sono state le prese di posizione verso una gestione del nostro territorio che ha creato le condizioni perché oggi la soppressione della Prefettura diventasse realtà; basti pensare che la nostra provincia è formata da 174mila abitanti – di cui 61mila pensionati – che, per intenderci, equivalgono ad un quartiere e mezzo di Palermo.

La chiusura della Prefettura è l’ennesimo scippo perpetuato sul nostro martoriato territorio, dopo la chiusura della Banca d’Italia, la condizione della CCIAA di Enna diventata ormai mero sportello di quella di Palermo, le conseguenti chiusure dei Comandi Provinciali di Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco, il declassamento dell’INAIL e, ci auguriamo di no, quello della sede Provinciale INPS.

Viviamo in un paese in cui è sempre difficile, se non impossibile, individuare i colpevoli per qualsiasi cosa succeda ma, alla luce di ciò che sta accadendo, piuttosto che puntare il dito contro un fatto che è stato voluto da chi negli anni ha permesso che la nostra provincia si svuotasse sempre più, che le giovani menti eccellenti cercassero fortuna in altri luoghi, che le nostre imprese vivessero momenti di fortissima crisi, che l’artigianato e l’agricoltura conoscessero un periodo che gradualmente diventa sempre più nero, sarebbe opportuno che chi di dovere si assumesse le proprie responsabilità di non aver fatto nulla affinchè non si creassero le condizioni per la chiusura dell’Ente che rappresenta la presenza dello Stato nel nostro territorio.

L’analisi del nostro territorio lascia poco spazio ad una visione di futuro roseo, solo la presenza dell’Università ha portato e porta un giro economico nella nostra precaria economia, mentre aspetti come quello del turismo che, da solo, potrebbero portare un indotto economico non indifferente alle nostre zone, rimangono solo chiacchiere da caffè che mai si traducono in fatti concreti.

Comunicato stampa del 14 settembre 2015

 

Sulla decisione del Governo di sopprimere la Prefettura di Enna interviene il Presidente provinciale Confcommercio Enna Maurizio Prestifilippo: «La politica sembra aver perso il lume della ragione. Il territorio interno siciliano, che coincide con la provincia di Enna, ha sempre vissuto uno stato di disagio a causa della sua conformazione morfologica e di un’endemica crisi economica. Invece di cercare soluzioni di sviluppo, lo Stato decide di smantellare la sua organizzazione e abbandonare al loro destino i cittadini, le imprese e l’intero tessuto economico e sociale della provincia».

«La decisione dello Stato arriva immediatamente dopo la trasformazione delle province siciliane in altrettanti liberi consorzi e contrasta violentemente con la volontà della Regione di lasciare inalterato lo status de quo – dichiara Maurizio Prestifilippo – Togliere al territorio dell’Ennese la Prefettura, i comandi provinciali di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e altre strategiche istituzioni, significherà perpetrare un abuso nei confronti dei cittadini, decretando di fatto lo smantellamento e la desertificazione dell’entroterra siciliano».

«Confcommercio è pronta a lottare al fianco dei cittadini, delle altre organizzazioni sindacali e degli ordini professionali per impedire che venga inferto il colpo mortale che sancirebbe di fatto il tramonto definitivo della realtà ennese – continua il Presidente di Confcommercio Enna Maurizio Prestifilippo – Colpisce la vanità dell’azione dell’on. Maria Greco, deputato nazionale appartenente allo stesso partito del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che nulla sta facendo per impedire lo svuotamento del nostro territorio. Quale intervento è stato fatto dal deputato ennese per fermare l’incosciente azione del Governo che colpisce alla cieca una realtà come la nostra, dimostrando di non avere consapevolezza della realtà del nostro territorio?».

«È il silenzio colpevole dei nostri rappresentanti politici che ci preoccupa maggiormente – conclude Prestifilippo – c’è da chiedersi quali siano i reali motivi di questa rassegnazione. Perché una classe politica seria e competente dovrebbe esercitare le opportune pressioni per far comprendere quanta scellerata sia la scelta di smantellare un territorio che avrebbe invece la necessità di maggiore attenzione e tutele da parte dello Stato».

Oggetto: Comunicato stampa “NO ALLA CHIUSURA DELLA PREFETTURA E DELLA QUESTURA”.

Enna, 15/09/2015 – la Segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia di Enna ha dichiarato lo stato di agitazione permanente di tutti i poliziotti iscritti, in seguito alla notizia della paventata chiusura della Prefettura di Enna.

Il Segretario provinciale ennese del Sindacato Autonomo di Polizia, dr. Giovanni SCIOTTO dichiara:“ la chiusura della Prefettura di Enna, per il ruolo istituzionale di coordinamento e presidio che svolge sul territorio, sarebbe un fendente mortale inferto a ciò che rimane della Provincia di Enna, con gravi contraccolpi anche al sistema di sicurezza pubblica ennese in quanto, molto probabilmente, a tale provvedimento, seguirebbe la chiusura della Questura e di altri uffici di Polizia,con conseguente forte contrazione della presenza sul territorio di uomini e mezzi della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine. Ciò, in una provincia della Sicilia, regione ad alta densità mafiosa e criminalità diffusa è totalmente inaccettabile. La classe politica nazionale e locale è chiamata ad assumersi la responsabilità delle conseguenze che tali scelte produrranno a danno di tutti i cittadini. La sicurezza non si può tagliare indiscriminatamente serve una riforma complessiva delle Forze di Polizia con la creazione di sistemi di coordinamento efficienti tra i diversi Corpi, entro cui svolgono già un ruolo rilevante le prefetture. Sopprimendo anche le 23 Questure pensano di poter recuperare uomini e mezzi per il presidio del territorio e per le indagini? Neppure uno! Anzi, con l’accorpamento e il declassamento delle Questure – che diventeranno sostanzialmente dei commissariati – il personale diminuirà perché quello trasferito o in quiescenza non sarà sostituito. Tutto ciò si inserisce in un contesto di turn over al 55% che già oggi, nella sola Polizia di Stato, produce un gap di organico pari a 18.000 unità, destinato a crescere sensibilmente nei prossimi mesi. In realtà i grandi sprechi sono altrove: La bozza del decreto penalizza la periferia ma mantiene assurdamente in vita tutte le strutture pletoriche del ministero dell’Interno con i suoi 5 dipartimenti. Insomma, la politica salva soprattutto le burocrazie ministeriali a dimostrazione di come chi ha la responsabilità di governare questa nazione non riesca – non voglia! – colpire i veri centri di potere, di spesa, di spreco. Quindi esprimiamo un netto no ai tagli lineari che creano solo gravi danni al sistema sicurezza con risparmi risibili…il Sindacato Autonomo di Polizia non permetterà questo scempio ed intraprenderà, se necessario, anche modalità di protesta plateali a livello locale e nazionale”.

Il S.A.P. non è nuovo a questo tipo di manifestazioni: ad esempio quest’estate, presso le strade ennesi, i poliziotti del SAP si sono sostituiti ai lavavetri per manifestare all’opinione pubblica i disagi ed i bisogni della categoria e nell’occasione sono state distribuite 500 cartoline che ritraevano un fotomontaggio del Colosseo presidiato dagli uomini dell’ISIS: tale scenario apocalittico è stato immaginato dal SAP al fine di sensibilizzare la classe politica riguardo la reale minaccia terrorismo. In altre recenti occasioni sono state avviate proteste di piazza con volantinaggio, per scongiurare la chiusura della Sezione Polizia Postale che si occupa di contrastare i reati informatici ed, in particolare, degli odiosi crimini pedopornografici ed il Distaccamento Polizia Stradale di Nicosia, che rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo in un territorio ove già le forze dell’ordine non sono presenti capillarmente. Uff. Stampa SAP Enna.

 

 

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