Cgil Sicilia su Rischio Sismico nell’isola

Sicurezza sismica: Sunia e Cgil siciliane chiedono alla regione
interventi. “Norma sui centri storici del 2015 potrebbe rendere ancora
più vulnerabili gli edifici”

Palermo, 7 set- “La norma sui centri storici approvata dalla regione
siciliana a luglio 2015 non dice nulla a proposito di rischio sismico
degli edifici, ne deriva che eventuali lavori potrebbero anche rendere
più vulnerabili gli edifici”: a lanciare l’allarme sono il Sunia,
sindacato degli inquilini, e la Cgil regionali che chiedono la
“rivisitazione della norma in questione in base alle mappe di
micro-zonizzazione sismica”. “A quest’ultimo riguardo- dicono in una
nota congiunta Giusy Milazzo (Sunia) e Mimma Argurio (Cgil) – dobbiamo
anche registrare ritardi anche nella micro- zonizzazione di 1° livello (
solo 58 comuni su 282) , propedeutica alla definizione della carta di
Ms”. “Il recente sisma del centro Italia- osservano Argurio e Milazzo-
ha riacceso i riflettori sul tema della prevenzione. OggiAggiungi un appuntamento per oggi in Sicilia 4,5
milioni di cittadini vivono in zone a rischio abbastanza elevato ( zona
2) e 350 mila in zone a rischio molto elevato ( zona 1). Almeno il 50%
delle abitazioni necessita di opere di risanamento e di messa in
sicurezza statica e il 70% si trova nelle zone a rischio 1 e 2. La
rinnovata sensibilità in materia- sottolineano le esponenti di Sunia e
Cgil- deve adesso portare a porre il tema della sicurezza sismica come
priorità anche in Sicilia, senza tentennamenti e indecisioni, mettendo
in campo una programmazione di breve, medio e lungo periodo e
coordinando norme e interventi”. Sunia e Cgil rilevano che “ è
necessario affrontare il tema della sicurezza del patrimonio di edilizia
residenziale, con un forte coordinamento pubblico e ingenerando
comportamenti virtuosi da parte dei proprietari privati”. Chiedono
dunque il “superamento dei ritardi sulle micro zonizzazioni; il
completamento dei piani di protezione civile con l’individuazione dove
necessario di vuoti urbani facilmente raggiungibili in caso di scosse;
lo stop all’ulteriore consumo di suolo; la previsione di un “patente
sismica” per gli edifici”. Viene chiesto anche alla Regione di emanare
linee guida per i comuni per la riduzione dei tributi locali a chi
esegue ristrutturazioni che migliorino la sicurezza degli edifici e la
creazione di sportelli sui temi della sicurezza sismica. “ A livello
nazionale- concludono- chiediamo il potenziamenti dei bonus fiscali e
l’accesso al credito agevolato per favorire gli interventi relativi agli
interi edifici”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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