Cgil Sicilia su questione finanziaria Regione

Palermo, 25 nov- “Non mi pare che finora sulle questioni economico-
finanziarie la Regione siciliana segni nessuna inversione di rotta. Gli
elementi concreti sono il permanere del forte deficit e un nuovo mutuo
andrà a gravare per anni sulle tasche dei siciliani sotto forma di
imposte. Mesi fa abbiamo chiesto che le scelte fossero oggetto di
confronto con le parti sociali e che il risanamento fosse al centro di
una sessione speciale di lavori dell’Ars. Ma ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi non c’è nessun
segnale dal Governo Crocetta”. Lo dice il segretario generale della
Cgil Sicilia, Michele Pagliaro. “Vorremmo ad esempio sapere- aggiunge-
se si sono realizzati risparmi dalla riorganizzazione delle società
Partecipate e chiediamo se non sia il caso di intervenire anche sulla
Resais. Se si è intervenuto efficacemente sulla spesa per l’acquisto di
beni e servizi, un ambito dove , ad esempio nella sanità, gli scandali
non sono mancati. Ma anche- aggiunge il segretario della Cgil- come il
nuovo assessore all’Economia intenda porsi nel confronto col governo
nazionale sul tema della piena attuazione degli articoli 36, 37 e 38
dello Statuto siciliano, decisiva visti i problemi di liquidità che la
regione continua ad avere”. Pagliaro rileva che “da un lato c’è il
problema del risanamento dei conti ma dall’altro quello di dare risposte
in termini di sviluppo e di occupazione in una regione dove ci sono 320
mila famiglie in povertà assoluta e per questo servono risorse. Si parla
oggiAggiungi un appuntamento per oggi paradossalmente solo del primo punto- sottolinea- con un governo
che, agendo sempre in solitudine, sembra preferire la scure dei tagli
lineari o dei tagli che riguardano il personale pagato dalla Regione”.
Pagliaro chiarisce che il suo sindacato è pronto al confronto e non
intende difendere privilegi, “l’azione di spending review deve avvenire
però a tutto campo, anche in quegli ambiti dove si annida la
corruzione, e nel confronto con le parti sociali, anche perché ci sono
interventi che presuppongono riforme che riguardano migliaia di
lavoratori e i cittadini e che per la loro rilevanza devono avere il
consenso sociale. Penso ad esempio alla riforma della forestazione-
specifica- e a quella della pubblica amministrazione”. Pagliaro
conclude con la richiesta al Presidente della Regione di “aprire un
tavolo sulle questioni economico- finanziarie, per evitare di trovarsi
impreparati all’appuntamento con i documenti per il 2015, a partire
dalla Finanziaria, e con i problemi di sempre”.

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