Cgil Sicilia su problematiche settore telecomunicazioni

Tlc: Slc Cgil Sicilia, preoccupazione per le ricadute sull’occupazione
delle intese che il governo sta cercando di chiudere con le committenti.
“A rischio migliaia di posti di lavoro”

Palermo, 7 marzo – La Slc Cgil Sicilia esprime preoccupazione per le
ricadute negative che potrebbero avere sul lavoro nei call center ,
soprattutto nel mezzogiorno e in Sicilia, le intese che il Governo sta
cercando di costruire con le committenti, escludendo dal tavolo le parti
sociali. “Il protocollo che il ministero dello sviluppo economico sta
sottoponendo alle committenti – scrivono in una nota il coordinatore
regionale della Slc , Davide Foti, e il responsabile per i call center,
Natale Falà- parla di una soglia massima possibile di delocalizzazione
dei volumi dati agli outsourcer pari al 20%. Tale soglia non fa altro
che cristallizzare i numeri che sono già così distribuiti nel settore;
sulle grandi committenti delle telecomunicazioni questo avrebbe un
effetto solo parziale, cioè sulle emittenti (pay tv) che delocalizzano
oltre la soglia indicata, ma avrebbe un effetto boomerang disastroso,
con la perdita di circa 8000 posti di lavoro, per tutte quelle
committenti che operano nei comparti energetici assicurativi, bancari e
dei servizi pubblici che ad oggi non delocalizzano ma i cui uffici
commerciali non vedono l’ora di mettere mano su un documento che in
definitiva li autorizza a fare ciò che da anni noi gli impediamo di
fare”. “E’ ancora più scandaloso- aggiungono Foti e Falà – è il fatto
che si stia cercando di fare questo alle spalle delle parti sociali”. I
due esponenti della Slc rilevano inoltre che “il documento prevede che
dalla firma dell’intesa non possano scaturire maggiorazione dei costi
per le aziende committenti ma non spiega come questo sia possibile visto
che ipotizza un reshoring dei volumi, cioè un pericolosissimo passo
indietro”. Il documento, denuncia la Slc “pare contenga anche una frase
che non vincola più le committenti ad attenersi alle clausole sociali
(legge dello stato) e nel far riferimento alle gare al massimo ribasso
non esclude dai bandi il costo del lavoro parlando in modo generico di
offerta economica più vantaggiosa. Chiediamo al Governo serietà e
perizia- conclude la nota della Slc- di ascoltarci e di porre in essere
soluzioni definite e definitive che portino alla conservazione dei posti
di lavoro e ad uno sviluppo del settore”. Il sindacato chiede “un
tavolo di confronto nazionale con le committenti affinchè si impegnino
quando acquisiscono e lavorano tramite autorizzazioni e licenze statali
a dare vita a percorsi virtuosi di reshoring privi di truffe e quote”.

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