Cgil Sicilia su problematica Voucer

Donne: Cgil Sicilia, “Più della metà dei voucher alle donne”. Genovese:
“Il lavoro femminile ancora più povero, svalorizzato e senza diritti”
#Con2Sì

Palermo, 8 marzo- Tra i lavoratori ex occupati che nel 2015 sono stati
retribuiti tramite voucher il 57% è donna. Una percentuale che sale al
60% se si guarda ai soggetti mai occupati utilizzati in lavori
accessori. Sono dati diffusi dalla Cgil, che con la segretaria regionale
Monica Genovese rileva “una questione femminile dentro all’utilizzo
sfrenato dei voucher che rende il lavoro delle donne ancora più debole,
precario e insicuro di quanto lo sia stato finora”.In Sicilia, val la
pena ricordare, i voucher nel 2016 hanno registrato un’impennata del 32%
in più rispetto al 2015. “Con i voucher – ha detto Genovese
intervenendo a un dibattito organizzato dalla Fisac Cgil- siamo di
fronte a un processo di gratuitizzazione del lavoro e i svalorizzazione.
Il voucher- ha aggiunto- finisce per regolarizzare solo la transazione
economica legittimando la mancanza di un contratto e il diritto del
datore di lavoro di disporre del tempo che ha comprato senza a sua volta
garantire altri diritti”. Ai voucher peraltro oggi non fanno ricorso le
famiglie ma in larga parte le imprese “con un discostamento dal
paradigma classico del lavoro accessorio”. Per l’abolizione dei voucher
la Cgil ha promosso un referendum e sta portando avanti la campagna
#Con2Sì, con l’altro quesito referendario che riguarda l’abolizione dei
limiti alla responsabilità solidale negli appalti. “Il lavoro in
appalto- ha affermato Genovese- non deve essere un lavoro povero,
precario e senza diritti, è un lavoro che merita rispetto”.

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