Cgil Sicilia su perdita lavoro nell’isola

Occupazione: Cgil Sicilia, il 38% del lavoro perso in Italia negli anni
della crisi è siciliano
Pagliaro: Cgil, “Sfidiamo il governo regionale ad agire, per i giovani e
contro la povertà”

Palermo,18 mag- “Il 38% del lavoro perso in Italia dal 2008 al 2016 è
siciliano. In pieno Jobs act nel Paese sono andati in fumo infatti
332.510 posti di lavoro e di questi 126.035 nell’Isola” Il dato è
stato diffuso dalla Cgil Sicilia nel corso del direttivo regionale ed è
frutto di un’analisi delle rilevazioni Istat. “E’ una situazione
drammatica- ha sostenuto il segretario generale del sindacato, Michele
Pagliaro- che lascia intendere quanto inadeguate siano state le
politiche nazionali e regionali per lo sviluppo e l’occupazione. Oggi-
ha aggiunto – va evitato che la lunga fase di campagna elettorale che
si apre determini lo stallo degli interventi. La sfida che lanciamo oggi
al governo regionale è di dare risposte concrete, in quest’ultimo
scorcio di legislatura, in tema di contrasto alla povertà e di
occupazione giovanile”. Pagliaro ha rilevato che “la Sicilia detiene
assieme a Puglia e Campania il primato di persone in età lavorativa che
vivono in famiglia e che nell’ultimo anno hanno lavorato per meno del
20% del loro potenziale”. Ha parlato dei 20 mila giovani che ogni anno
lasciano la Sicilia e dei Neet (tra i 15 e i 34 anni) che nel 2016
raggiungono quota 500.000”. A fronte di questa situazione , ha
affermato Pagliaro, “sarebbe inammissibile una stasi ad esempio sui
Fondi strutturali, la cui spesa già arranca, o sugli interventi del
Patto per la Sicilia. Il nostro è un appello alla politica a tornare a
mettere prima di tutto gli interessi della Sicilia e dei siciliani”.

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