Cgil Sicilia su licenziamenti Coop

Commercio: si tratta per scongiurare 273 licenziamenti alla Coop.
Filcams Cgil Sicilia chiede ricollocazione lavoratori e ammortizzatori
sociali

Catania, 10 luglio – Si tratta per scongiurare il licenziamento di 273
lavoratori della Coop La chiusura annunciata di alcuni punti vendita
dislocati in tutta la regione comporterebbe nell’immediato 113 esuberi,
ai quali se ne aggiungerebbero altri 160 in quelli in ristrutturazione.
La Filcams Cgil Sicilia ha chiesto che questi lavoratori vengano
collocati nei nuovi 7 punti vendita che Coop,col piano industriale
2017/2019, prevede di aprire nelle piazze di Palermo, Messina e Catania
e nei nuovi reparti in siti già esistenti. In attesa della
ricollocazione la Filcams ha chiesto che si ricorra agli ammortizzatori
sociali e che i lavoratori vengano riqualificati per le nuove mansioni.
Coop ha parlato di potenziali acquirenti dei punti vendita in chiusura,
ma su questo argomento il sindacato ha sollecitato “informazioni precise
e eventuali garanzie per i lavoratori”. “Abbiamo sollecitato anche –
dice una nota della Filcams regionale- un piano di flessibilità
condiviso con i lavoratori per una modulazione più efficiente e di
lungo periodo dell’orario di lavoro, un piano di mobilità incentivata su
base volontaria basata sul solo criterio della non opposizione al
licenziamento e la verifica degli strumenti per accompagnare i
lavoratori alla pensione”. La Filcams riferisce che Coop sarebbe
disposta ad accettare le richieste sindacali, ma che per scongiurare i
licenziamenti ha dichiarato di dovere ottenere un risparmio di 2 milioni
sul costo del lavoro. Le proposte sindacali sarebbe dunque insufficienti
rispetto a questo obiettivo. La trattativa proseguirà nei prossimi
giorni e il sindacato fa sapere che punterà alla massima salvaguardia
dell’occupazione. Oggi intanto la Filcams tiene un’assemblea dei
rappresentanti sindacali Coop con la partecipazione delle strutture
regionale e nazionale.” La Filcams- dice la nota della categoria- punta
a ridurre al massimo l’impatto occupazionale della crisi della Coop col
convincimento che il primo passo per contenere i costi debba essere
fatto attraverso la riduzione delle inefficienza e non pretendendo
prezzi così alti sotto il profilo occupazionale”.

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