Cgil Sicilia su dati Istat su occupazione nell’isola

Lavoro: Pagliaro (Cgil) su dati Istat, “Bene 32 mila occupati in più in
Sicilia ma timori per il -4 mila nell’industria e per il gap con il
Paese”

Palermo, 1 set- “L’aumento complessivo dell’occupazione in Sicilia,
registrato dall’Istat, è un segnale positivo. Il nostro auspicio è che
la tendenza si confermi e che si rafforzi anche per rispondere alle due
enormi criticità ancora segnalate dall’Istituto nazionale di
statistica: l’emorragia che non si arresta nel manifatturiero e il
permanere di un enorme gap con il resto del paese”. Lo dice il
segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, a proposito
delle rilevazioni Istat sul secondo trimestre dell’anno in corso. In
Italia l’Istat rileva 180 mila occupati in più rispetto allo stesso
periodo del 2014. Di questi, sul totale di 120 mila del Mezzogiorno, 32
mila sono in Sicilia. L’andamento per settori registra + 9 mila occupati
in agricoltura, + 5 mila nelle costruzioni, + 23 mila nei servizi, – 4
mila nell’industria in senso stretto. Il tasso di occupazione
nell’isola è cresciuto dal 39% al 40%, ma il tasso di disoccupazione
resta inchiodato al 22,3% e quello giovanile è ancora oltre il 57% per
l’aumento di persone in cerca di lavoro. “Se dunque l’aumento
dell’occupazione- rileva Pagliaro- è di per sé una notizia positiva,
reputiamo tuttavia un fatto preoccupante il perdurare del calo del
manifatturo, settore di cui una regione con 5 milioni di abitanti non
può certo fare a meno. Voglio inoltre ricordare- aggiunge il segretario
della Cgil- che negli anni della crisi in Sicilia sono andati in fumo
230 mila posti di lavoro e che il gap con il resto del paese è di 16
punti percentuali (24 punti con le regioni del Nord)”. Dalla Cgil dunque
viene la richiesta ai governi nazionale e regionale “di adoperarsi per
accompagnare e amplificare il segnale positivo registrato dal’Istat,
dando impulso a tutti i settori con adeguati investimenti a partire dal
manifatturiero che non dà ancora segni di ripresa. Per dare prospettive
e fiducia- conclude Pagliaro- soprattutto alle nuove generazioni in una
terra che conta 360 mila Neet e nella quale entrare nel mondo del
lavoro è tutt’ora difficile”.

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