Cgil Sicilia su Banda Larga

Palermo, 20 nov- Nelle economie più sviluppate il web ha creato in media
2,6 posti di lavoro per ognuno che ne andato in fumo. Nell’ambito delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione si stima che entro il
2015 nell’Ue potranno crearsi 700 mila posti di lavoro. L’Italia e
soprattutto la Sicilia però non si sono ancora agganciate a questo
treno, la seconda nonostante abbia avuto a disposizione i fondi della
programmazione europea 2007/2013. Lo sostiene la Cgil Sicilia che,
mentre il governo italiano cerca di correre ai ripari con l’invio nei
giorni scorsi a Bruxelles della propria strategia per la banda larga e
ultralarga, chiede all’Esecutivo di Rosario Crocetta di “recuperare il
tempo perduto con la vecchia programmazione Ue – dicono Mimma Argurio e
Ferruccio Donato- agendo subito per cogliere le opportunità della
programmazione Ue 2014/2020 e quelle che si apriranno con l’avvio del
piano del governo nazionale”. La Cgil chiede in proposito di istituire
una “cabina di regia per sviluppare subito un piano regionale per la
banda larga e ultralarga”. Solo a luglio, con ben due anni di ritardo,
la regione ha firmato la convenzione con Infratel e ad agosto ha
emanato il bando per usare i 70 milioni della programmazione 2007/2013
che saranno incrementati da un ulteriore 30% a carico dell’operatore che
si aggiudicherà l’appalto”. “In questo caso- osservano Argurio e Donato-
il governo Crocetta non può scaricare su altri un ritardo che è tutto
suo, si dia piuttosto da fare per andare avanti”. Oltre a intervenire
sulle aree a convenienza di mercato, secondo il sindacato, bisognerà
sostenere lo sviluppo della banda larga e ultralarga anche in aree come
quelle rurali, oggiAggiungi un appuntamento per oggi a bassissima penetrazione, tantochè in queste zone
si registrano solo un 2% di aziende informatizzate e solo 880 imprese
agricole che sfruttano e- commerce. “Sul piano nazionale- dicono Argurio
e Donato- uno studio dell’Osservatorio Polimi stima che con altri
ritardi entro il 2020 sarà persa l’opportunità di generare 150 mila
posti di lavoro in questo settore: per questo riteniamo che bisogna
puntarci e accelerare le politiche ad esso rivolte”. Banda larga e
ultralarga, rileva la Cgil, significa “dare al sistema economico e
produttivo gli strumenti per potere fruire delle opportunità del
mercato globale in termini di e-commerce, turismo, servizi all’impresa,
alla scuola e per l’efficienza della pubblica amministrazione”. Una
connettività superveloce a Internet garantirebbe, oltre al superamento
del digital divide territoriale, quello del divario sociale. “Ci sono
fasce della popolazione- affermano Argurio e Donato- che per disagio
economico hanno difficoltà a connettersi a Internet. Eliminare questo
divario deve essere uno dei compiti dello stato e delle regioni,
mettendo in condizione la pubblica amministrazione e le imprese di
mettere a disposizione gratuitamente la connessione, come ha di recente
fatto il comune di Palermo. “In Calabria- osserva la Cgil, con un bando
analogo a quello della Sicilia- sono già noti i nomi dei 223 comuni a
fallimento di mercato dove sarà portata la banda larga. Se non si punta
su settori che possono dare sviluppo e occupazione come si pensa di dare
un futuro alla Sicilia? Chiediamo a tutte le forze sociali- concludono-
di intervenire sull’argomento”.

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