Cgil Sicilia; Giornata conclusiva su convegno Artigianato e Lavoro

Conferenza d’ organizzazione, valore della confederalità, compiti della
bilateralità e della ??#‎contrattazione‬ inclusiva e sociale i temi al
centro dell’ultima giornata del convegno di Palermo, organizzato da Cgil
Sicilia e Cgil Lombardia sul lavoro artigiano. Gli interventi dopo la
relazione di Michele Pagliaro

“L’attacco di Confindustria al contratto è figlio del neofrontismo del
Governo e delle imprese che vogliono rompere la catena di solidarietà e
diritti che è il cuore del contratto nazionale”: lo ha detto il
segretario generale nazionale della Filctem Cgil, Emilio Miceli,
intervenendo al dibattito di Cgil Sicilia e Cgil Lombardia su “ La
Conferenza d’organizzazione: due realtà si incontrano sul valore della
confederalità, i compiti della bilateralità e della contrattazione
inclusiva e sociale”. A proposito del Sud Miceli ha sostenuto: “Nel
Mezzogiorno non c’è l’impresa ma lo Stato che è in crisi, una crisi che
è innanzitutto della classe dirigente e che rischia di comprometterne
irreversibilmente le prospettive di sviluppo”.
Intervenendo nel dibattito di Cgil Sicilia e Cgil Lombardia su “La
Conferenza d’organizzazione: due realtà si incontrano sul valore della
confederalità, i compiti della bilateralità e della contrattazione
inclusiva e sociale” che si è tenuto a Palermo, il segretario generale
della Cgil Lombardia Elena Lattuada ha detto che “questa è stata davvero
un’occasione importante per noi per venire a contatto con un mondo
diverso dal nostro è trovare le assonanze. Salutando l’accordo
Whirlpool, appena raggiunto, ha colto l’occasione per affermare la
necessità di un luogo di gestione centrale della contrattazione che
aiuti a tenere insieme questo paese. Ed è tanto più importante se è vero
che oggiAggiungi un appuntamento per oggi si comincia a pensare che questa crisi, che noi abbiamo provato
a contrastare con misure concrete, sta vedendo una leggera ripresa nel
nord del paese, con il rischio che la frattura si approfondisca. A
questo non è estranea ad esempio la vicenda dei tagli alla sanità
rifiutati dalle Regioni del Nord. La Conferenza di organizzazione dovrà
necessariamente affrontare questo nodo della coesione sociale e
dell’importanza della contrattazione sociale nel territorio. In
Lombardia il percorso, che si sta chiudendo, ha visto concentrarsi una
grande attenzione sul tema della contrattazione. Ora si tratta di
assumere decisioni per far vivere quella che chiamiamo la contrattazione
di sito, che non si risolve nel consegnare alla categoria principale la
contrattazione e la rappresentanza di tutti, che sarebbe una sfida
davvero difficile da vincere. Piuttosto è necessario che coloro che
rappresentano i diversi pezzi di lavoro, trovino un modo per operare
insieme, ovviamente con un impegno forte di tutti i gruppi
dirigenti. C’è la facciamo, si è chiesta concludendo il suo intervento
Elena Lattuada, a dirci che in ogni Camera del lavoro c’è un posto in
cui davvero sperimentiamo un accordo e una pratica di lavoro che ci
consenta di fare insieme contrattazione di sito?
Elisa Camellini della segreteria nazionale Filcams, ha ricordato che
“quando parliamo di contrattazione inclusiva, l’elemento fondamentale
diventa il Contratto Nazionale, con la conseguente estensione della
platea. Fare contrattazione di sito è molto importante perché ci
consente di far convergere categorie diverse. Importante, in tema di
bilateralità, anche la questione della rappresentanza, che necessita
però di regole. Il patto di governance stipulato tra le parti nel
settore dei servizi è una buona strada per gestire la bilateralità,
anche in presenza di approcci diversi. Trasparenza, sostenibilità e
ruolo del sistema bilaterale, su questi temi il confronto non è stato
facile ma ha dato dei risultati”.
Franco Martini, della segreteria nazionale della Cgil, concludendo
l’incontro di oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha sottolineato come “Le politiche dell’inclusione
comportino una messa in discussione delle pratiche contrattuali e dei
modelli organizzativi sindacali attuati fino ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi. La contrattazione
inclusiva non è una fattispecie di contrattazione che si aggiunge alle
esperienze già esistenti. Includere gli esclusi comporta ridefinire
l’ordine delle priorità in termini di rappresentanza e tutele, tanto
attraverso la contrattazione nazionale, che nel secondo livello di
contrattazione. Estendere diritti e tutele al precariato, ha aggiunto
Martini, non può significare abbassare la soglia dei diritti già
esistenti.
Anche per questo la contrattazione inclusiva comporta il rilancio di una
forte iniziativa per lo sviluppo e la crescita economica del Paese.
L’assenza di politiche governative finalizzate a questi obiettivi, in
presenza di una forte spinta alla svalorizzazione del lavoro, penalizza
ancor più i settori della piccola e media impresa e dell’artigianato,
settori che costituiscono la fetta più ampia del nostro apparato
produttivo. Anche per questo è inaccettabile – ha detto ancora Martini –
l’ipotesi di sminuire il ruolo del contratto nazionale quale strumento
di tutela generale degli addetti, che in un rapporto virtuoso col
secondo livello, specie territoriale nel caso dell’artigianato, e con il
sistema della bilateralità, rappresentano l’insieme delle leve sulle
quali agire per un investimento atto a qualificare le risorse umane del
settore.
Anche il sindacato deve cambiare il suo profilo organizzativo.
Rappresentare e tutelare le lavoratrici ed i lavoratori del settore
artigiano comporta evolvere i modelli organizzativi, spostando il
baricentro delle risorse umane e finanziarie sempre più sul territorio.
La Conferenza di Organizzazione dovrà decidere alcune sperimentazioni
concrete, con il necessario coraggio della discontinuità culturale ed
organizzative.
In questo quadro, ha concluso il segretario nazionale Cgil, lo scambio
di esperienze, soprattutto tra realtà del Nord e quelle del Mezzogiorno,
è importante per mantenere un profilo nazionale delle innovazioni, in
grado di tenere insieme differenze profonde tra le varie realtà sociali
ed economiche. L’obiettivo è tenere insieme lo sviluppo equilibrato
delle realtà economicamente più forti, con la necessità che l’emergenza
del Sud diventi una opportunità per lo sviluppo dell’intero Paese.
L’iniziativa che ha visto impegnate le strutture Cgil della Lombardia e
della Sicilia rappresenta per questo un utile laboratorio per l’intera
organizzazione nazionale.”

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