Cgil Enna, solidarietà ai lavoratori di Terni caricati dalla Polizia

La Cgil di Enna esprime solidarietà ai lavoratori e ai compagni della Fiom che ieri, durante una manifestazione pacifica di protesta degli operai delle acciaierie di Terni, coinvolti in una difficile vertenza, sono stati caricati dalla polizia.

Ritengono gravissimo l’accaduto perché inaccettabile che lavoratori “armati” solo dalla disperazione, scesi in piazza per difendere il proprio posto di lavoro, siano stati bloccati dalle manganellate.

La Cgil di Enna ritiene che un Governo che chiede di moderare le parole e di abbassare i toni debba essere il primo a rivedere, non solo i propri provvedimenti legislativi ma anche le modalità di comunicazione che, risultano essere, sempre più sprezzanti della drammatica situazione che vive la gente comune.

Il lavoro è un diritto e qualsiasi piazza pacifica che manifesta per difenderlo e rivendicarlo, è espressione di democrazia e merita rispetto.

Le farneticanti affermazioni della deputata Picierno sulle tessere false e sui pullman pagati dal sindacato per la manifestazione del 25 ottobre, sono l’ennesima prova di come sia diventata moda condivisa di una certa politica, utilizzare l’arma della diffamazione per nascondere la propria incapacità a dare risposte a un paese stanco di slogan.

Pagare i pullman per dare la possibilità ai propri iscritti e non, di manifestare per rivendicare politiche ispirati a principi di equità e di giustizia è obbligo di un sindacato. A questo serve il contributo che ogni tesserato dà all’organizzazione sindacale, in una pratica di solidarietà, che deve connotare l’azione politica-sindacale. Nello specifico, la manifestazione del 25 è stata sostenuta da una sottoscrizione che ha visto, ovunque, grande partecipazione. La Cgil di Enna, consapevole della difficile situazione economica del nostro territorio che, come più volte ribadito, è sicuramente peggiore del resto del paese, ha deciso di non chiedere nessun contributo, utilizzando le risorse che provengono dai propri iscritti, anche se questo ha comportato una delegazione di “solo” 240 persone.

Il Governo che per smantellare il sistema delle tutele del lavoro attacca il sindacato e la sua capacità di rappresentanza, smentito clamorosamente dalla imponente manifestazione del 25 ottobre, ha il dovere ora di far luce sui gravi fatti accaduti ai lavoratori dell’Ast e ai compagni della Fiom, chiedere scusa a quella piazza che difendeva il lavoro e riprendere un serio e costruttivo confronto con il paese reale e con chi lo rappresenta.

Il Paese reale non è quello della Leopolda dove poche centinaia di persone ragionano, nel buio di una sala, come continuare ad affamare la povera gente negando lavoro, dignità e anche il diritto a scioperare, il paese reale è quello di piazza San Giovanni a Roma, dove, sotto un cielo splendente, donne, uomini, giovani, anziani, pensionati e disoccupati, lavoratori, precari e studenti hanno detto no a una politica che ci riporta indietro di qualche secolo.

Per la Cgil il 25 ottobre segna l’inizio di una nuova stagione di lotta in difesa dei diritti e delle tutele, noi continuiamo la nostra battaglia CIVILE E PACIFICA accanto al Paese reale, con un gettone del telefono in tasca perché è la memoria la nostra forza.

Rita Magnano

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