Cgil Edili Enna su provvedimenti per rifacimento centri storici

Per il terzo anno consecutivo il “Borgo più bello d’Italia” si trova in Sicilia. Dopo Gangi e Montalbano Elicona, questa volta il riconoscimento è andato a Sambuca di Sicilia, il paese di origini arabe nella Valle del Belice in lizza con altri centri suggestivi di tutte le regioni italiane per il titolo di “Borgo dei Borghi 2016”. L’iniziativa promossa dalla trasmissione di Rai3 “Alle falde del kilimangiaro”, ha visto prevalere il comune dell’agrigentino che è risultato il più votato sul web tra tutti i borghi in concorso sottoposti anche all’esame di una giuria di esperti. Sambuca, che si trova a pochi chilometri dal mare di Menfi, da Sciacca e dal Parco archeologico di Selinunte, vanta una storia antica, che affonda le radici negli anni della dominazione araba, secondo le fonti storiche a fondarla fu l’emiro saraceno Zabut, che proprio su quella collina decise di costruire il suo castello.

Anche in provincia di Enna abbiamo monumenti di pregiato valore artistico e monumentale, anche in provincia di Enna ci sono 400 siti archeologici di cui il 97 % abbandonati a se stessi, anche in provincia di Enna potremmo invertire la rotta abbellendo, restaurando e ristrutturando i centri storici. A dichiararlo è il Segretario Generale della Fillea Cgil di Enna Alfredo Schilirò. Ma non si fa nulla per attivare tutte quelle procedure a sostegno del rifacimento dei centri storici. Il rifacimento dei centri storici, la messa in sicurezza del territorio consentirebbe lo sblocco del lavoro in edilizia , lo sblocco occupazionale per carpentieri, idraulici, falegnami, serramentisti, elettricisti, muratori, e centri edili.

Con questo discorso – aggiunge Schilirò – non vorremmo essere velleitari e paragonare i nostri centri ai tantissimi borghi e paesini di inestimabile valore siti in tutta Italia, ma in Provincia di Enna non si fa nulla per abbellire i centri storici esistenti, non si fa nulla per ristrutturare l’esistente, ma anzi si distrugge e si demolisce.

Come d’altronde continua il Segretario Schilirò non si fa nulla per mettere in sicurezza le strade provinciali. Constatiamo con profonda amarezza che in provincia di Enna sono rimaste solo regie trazzere e ogni tre giorni , ogni settimana a scadenza programmata per così dire ….crollano viadotti, strade, fondamentali arterie di collegamento, si sbriciolano muri di contenimento, si piegano ponti.

Ma nonostante tutto non viene avviato un nuovo cantiere , non viene programmata una nuova infrastruttura anzi i fondi stanziati per le infrastrutture già programmate come già accaduto per la Nord Sud vengono rimpinguate per altro. Enna è l’unica provincia siciliana a non avere sbocchi sul mare, tuttavia è raggiungibile in tempi relativamente brevi percorrendo l’autostrada Palermo-Catania. Se si esclude il tratto autostradale, le vie di comunicazione restano le strade statali e provinciali e i 60 chilometri di linea ferroviaria.

Nel suo insieme la dotazione infrastrutturale locale è tra le peggiori d’Italia e tale da relegare Enna nei bassifondi della classifica delle 103 province italiane.

E’ di fondamentale importanza – conclude Schilirò – che le istituzioni avviino una seria programmazione per la infrastrutturazione del territorio e per il recupero dei centri storici per cercare di frenare la desertificazione demografica dei Comuni Ennesi.

Visite: 370

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI